83mln di emendamenti. Volano stracci tra Calderoli, Grasso e Boschi

giovedì, 24 settembre 2015

Il confronto sulla riforma del Senato prosegue,  anche alla luce della ritrovata serenità all’interno del Pd,  ma diventa un caso gli 83milioni di emendamenti presentati da Calderoli,  evidente opera di maxi-ostruzionismo nei confronti della riforma.

Calderoli,  per redarre l’immane monte di emendamenti per fortuna la maggior parte in Dvd,  ha ammesso di aver usato un algoritmo.

Era scontata la reazione di Elena Maria Boschi, che in Senato attacca l’esponente leghista: “Abbiamo sempre riconosciuto il valore sacro del Parlamento”, “noi crediamo nel valore del confronto politico” non nella creazione di un “algoritmo”.

Difende le riforme il ministro Boschi, dice che “non sono frutto d’approssimazione”, e contrattacca sull’ ostruzionismo. “Fino all’ultimo minuto non lasceremo nulla di intentato, ma non possiamo accettare veti da nessuno perché sappiamo che questa è la volta decisiva e la credibilità internazionale di questo Paese passa anche attraverso queste riforme”, dice Boschi. “Mi auguro che i prossimi giorni servano a creare un’intesa ampia attorno a una riforma che vuole rendere l’Italia più semplice. A voi senatori e senatrici la scelta nei prossimi giorni se far restare il Paese ancorato al passato o accompagnare il Paese per mano verso il futuro”.

Pietro Grasso presidente del Senato non più tardi di ieri dopo la presentazione degli emendamenti leghisti  si era espresso in modo categorico in merito alla vicenda:  “Non permetterò che i lavori siano bloccati da iniziative irresponsabili di questa portata”, ed ha definito il comportamento del senatore leghista:”un’offesa alla dignità delle istituzioni”.

Calderoli  attacca il presidente del Senato, consigliandogli “di leggere il regolamento, dove non c’è un tetto al numero di emendamenti, pertanto tutto quello che è consentito si può fare”.
Ma fa le pulci anche al ministro Boschi: “Il suo intervento non so se mi ha ricordato di più una lettura di una paginetta di Wikipedia sulla storia della Costituzione o la discussione di una tesina di laurea. Ma siamo in Parlamento!”, commenta.
Poi torna sui milioni di emendamenti: “Sono stato accusato di mettere alla paralisi il Parlamento o di volerlo bloccare: se io da solo riesco a bloccare il Parlamento, o siete scarsi voi o c’è qualcosa che non funziona nel regolamento. Uno può dirmi che faccio un attentato alla democrazia se non rispetto il regolamento ma nel regolamento non c’è scritto nulla rispetto al numero di emendamenti che posso presentare”.
Il senatore del Carroccio rilancia però le sue critiche a Grasso: “Si legga il regolamento” e si fa beffe del Governo: “Blocco il Parlamento? Ma basta un esperto in informatica…”