Ankara: attentato alla marcia della pace sale la conta delle vittime

domenica, 11 ottobre 2015

Pesante il bilancio delle vittime, finora sono 95, ma potrebbero aumentare visto l’alto numero dei feriti in gravi condizioni a causa di ustioni.

Quello di ieri mattina è il più sanguinoso attacco terroristico nella storia della Turchia colpisce una marcia per la pace nella capitale Ankara ad appena 20 giorni dalle  elezioni.

Sembrerebbe che l’attentato sia stato fatto da due kamikaze che si sono fatti esplodere mentre migliaia di persone radunatesi per chiedere di fermare l’escalation del conflitto con il Pkk curdo e riaprire i negoziati di pace, ballavano e cantavano per questo.

C’è il serio timore che  il bilancio possa aggravarsi nelle prossime ore, perché negli ospedali della città sono ricoverati almeno 186 feriti, di cui 28 in gravi condizioni.

E’ una strage senza precedenti in un Paese che pure neanche tre mesi fa aveva già dovuto piangere i 33 attivisti filo-curdi diretti a Kobane e uccisi da un kamikaze a Suruc, al confine con la Siria. Un attacco che aveva trascinato la Turchia nel caos, facendo da miccia per la riapertura del conflitto con il Pkk dopo una tregua in vigore dal 2013.

Ora, la situazione potrebbe aggravarsi , nonostante a poche ore dalla strage i guerriglieri curdi abbiano annunciato un cessate il fuoco unilaterale per favorire la sicurezza del voto nel sud-est del Paese, da cui il governo turco voleva trasferire i seggi.

“Condanniamo con forza questo attacco che prende di mira l’unità del Paese”, ha detto il presidente Erdogan, facendo subito ritorno nella capitale da Istanbul. Annullati i suoi impegni in agenda, come quelli dei principali leader politici, che hanno sospeso la campagna elettorale ancor prima che venissero dichiarati tre giorni di lutto nazionale.

Non c’è al momento nessuna rivendicazione

“Nessuno ha rivendicato le esplosioni”, ha spiegato il premier Ahmet Davutoglu, indicando come potenziali sospetti Isis e Pkk ma anche le sigle di estrema sinistra Dhkp-c e Mlkp. “È l’episodio più doloroso della storia della repubblica”, ha aggiunto il capo del governo, lanciando un appello all’unità ai partiti di opposizione – tranne quello curdo – con cui si incontrerà domani. Secondo il governo, “ci sono seri indizi” della presenza sul luogo delle esplosioni di due attentatori suicidi. “Negli ultimi tre giorni a Istanbul e Ankara sono stati arrestati diversi potenziali kamikaze”, ha rivelato Davutoglu, precisando che a Istanbul si trattava proprio di un membro del Dhkp-c. “Stiamo assistendo a un enorme massacro.