Anzaldi: Authority Trasporti intervenga dopo caso Pancalli

sabato, 19 settembre 2015

L’antefatto, nei giorni scorsi un tassista a Torino si è rifiutato di caricare sulla sua vettura la carrozzina per disabili e rifiutando così la corsa a Luca Pancalli, numero uno nazionale del Comitato Paralimpico.

Michele Anzaldi interviene nel merito: “Credo sia opportuno che l’Authority valuti con attenzione tutti i profili dell’episodio che ha riguardato Luca Pancalli a Torino, per approfondire se non sia necessario intervenire”. E’ quanto scrive il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi in una lettera inviata al presidente dell’Authority dei Trasporti, Andrea Camanzi, sul caso del presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli, lasciato per strada da un tassista torinese.
“Oltre ai profili disciplinari – scrive Anzaldi – e alle eventuali violazioni commesse dal tassista, delle quali si dovrà occupare chi ne ha la responsabilità, è necessario richiamare l’attenzione sul messaggio che emerge da una vicenda del genere: il tassista sembra non considerare che la sua attività è un servizio pubblico, sottoposto a vincoli ben precisi. L’auto che ogni tassista guida ha una funzione pubblica, non è il mezzo personale del conducente che a discrezione valuta come comportarsi con i clienti. Come sottolinea lo stesso Pancalli, di una discriminazione come quella che ha subito lui avrebbero potuti essere vittime persone che vivono anche in condizioni di disagio ben maggiori. Non è possibile che chi si trova in difficoltà rischi di venire ulteriormente svantaggiato nell’usufruire di un servizio pubblico”.
“Il taxi – aggiunge il deputato Pd – è un servizio pubblico molto costoso, a Roma si arriva a spendere 10 euro per un tragitto minimo come può essere quello tra il Pantheon e la Stazione Termini (10 minuti). Possibile che un servizio del genere non debba garantire standard adeguati? Pulizia, accessibilità, comodità, collaborazione e disponibilità nei confronti dei clienti: invece di avere prestazioni minime di livello appropriato, ci troviamo di fronte a casi di persone svantaggiate, ma anche di soggetti più deboli come anziani e donne, ai quali vengono garantiti servizi addirittura peggiori della media”.