Belli e ribelli

lunedì, 27 luglio 2015

di Luigi Crespi – Possibile che siano tutti ladri corrotti e infami? La domanda è di quelle che cercano una risposta.

Perché in Italia e perché adesso sono tutti ladri corrotti inetti, è possibile che tra migliaia di amministratori militanti politici, dirigenti e funzionari di tutti i livelli non ce ne sia uno onesto degno di rispetto?

Pare strano vero? Non ci avete mai pensato? Perché siamo rassegnati all’orrore e dalla bruttezza?

Forse perché non passa giorno senza che vi sia uno scandalo e non solo in politica, ma nello sport tra gli imprenditori e addirittura nell’associazionismo, per non parlare della chiesa.

Nessun settore e attività umana sembra essere immune da scandali di ogni genere: sessuali, truffe, droga,  sono gli elementi che a turno travolgono la nostra classe dirigente, che in oltre vent’anni è stata falcidiata, umiliata e decimata.

Poco importa se gli scandali sono troppo spesso seguiti da assoluzioni senza mai riabilitazioni.

Mafie, sopraffazioni sono una minaccia quotidiana e hanno ridotto l’aria a una densa maleodorante realtà.

Chi oggi cresce sognando di cambiare il mondo con la politica, (ed  oggi la parola politico è sinonimo di fetente e suona come un offesa) è visto con sospetto, persino i preti no fuggono da questa congettura, al punto che molti di voi avrebbero qualche dubbio ad affidargli il proprio figlio.

Pedofili, corrotti, mafiosi, vili e opportunisti minano la fiducia e il sospetto, la nausea prevale su tutto.

Divisi in fazioni ci annientano, perché quando qualcuno punta il dito su quella opposta, ci si avventa come belve urlanti. Non restano che brandelli di carne lacerata.

Ma l’informazione vuole il suo contributo, la gente deve sapere.

Ma sapere cosa? Quante volte avete visto dilaniare degli esseri umani per poi scoprire che erano innocenti, e quante volte la loro innocenza ha fatto notizia.

La nostra identità viene plasmata dal racconto quotidiano che facciamo di noi stessi. Si cerca lo scandalo perché lo scandalo dà visibilità, su di esso si costruiscono carriere, si vendono copie si fa audience e si annienta un paese, una comunità.

Si noi non siamo più una comunità ma fazioni rabbiose armate le une contro le altre. Perché oggi sono sopravvissuti i mediocri in una selezione verso il basso che ci sta annientando.

Si quelli bravi vanno altrove e non pensano certo a fare politica, e la politica resta in mano ad analfabeti e dozzinali trafficanti di voti. Voti che chiamano democrazia.

Ma il cancro della nostra comunità è la negazione stessa del principio democratico, perché le condizioni d’accesso sono limitate a chi ha soldi o a chi è veramente un criminale.

Siamo avviliti da una narrazione che ci ha imprigionati e consegnato ad onesti incompetenti, o a disonesti trafficanti.

Nessuna epicità nessun ideale solo tecnologia e solitudine.

Tutto questo è un caso? Un paese debole e mal rappresentato con una classe dirigente di mediocri a chi giova, di chi fa il gioco ?

Provate a chiedervelo, e da “mani pulite”, ad oggi ditemi voi cosa è cambiato, e ditemi se siamo più ricchi, più onesti o più rispettati.

Allora, cari amici visto che la risposta la conoscete, qualche cosa che non va, c’è!

Occorre svegliarci, risvegliarci da una forma di sonnambulismo demente che ci sta distruggendo, bisogna ribellarsi con tutte le nostre forze e cercare il bello che è intorno a noi, e che come popolo, come comunità, perchè abbiamo abitato più di chiunque altro nella storia.