Biancavilla (CT): sembrava una rapina finita male. Nella notte la moglie confessa l’uxoricidio

venerdì, 28 agosto 2015

Sembrava una rapina finita male. I presunti banditi erano entrati nella villetta a Biancavilla, minacciato marito e moglie, lui un pensionato di 67 anni Alfio Longo, si è ribellato ed è stato ucciso.

Questa la dichiarazione della moglie, prima dell’orribile confessione.

La donna ha detto appunto che i banditi entrati in casa alle due di notte in cerca di denaro e gioielli, avrebbero avuto un violento diverbio con la vittima. I banditi avrebbero tramortito l’anziano e costretto la moglie a legarlo al letto con un lenzuolo. Poi lo hanno colpito ripetutamente con un grosso ciocco di legna che i carabinieri hanno ritrovato nella villetta. Fino ad ucciderlo.

Sin da subito però i carabinieri hanno rilevato alcune incongruenze nel racconto della moglie a cominciare dai cani che nella notte nonostante le urla e le grida non avrebbero abbaiato, anche la messinscena attuata dalla donna aveva lasciato le forze dell’ordine perplessi sulle modalità della rapina, la donna aveva detto di essere stata costretta dai presunti rapinatori a legare il marito nel letto nel quale è stato trovato con il cranio sfondato per non lasciare tracce, mentre poi, fatto in contraddizione con quanto appena riferito, avevano legato lei a un divano del soggiorno.

Pare che la ragione dell’omicidio sia da ritrovarsi in anni di vessazioni e soprusi che la donna ha subito nel corso del matrimonio, sino a non poter sopportare oltre, da qui l’omicidio.