Brescia: alla scuola Manzoni solo alunni stranieri

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mercoledì, 16 settembre 2015

Alla scuola elementare “Manzoni” di Brescia, le uniche due prime, sono costituite completamente da alunni stranieri, non un solo italiano, ma un insieme di storie e culture diverse che ha già messo un po’ in apprensione gli insegnanti. Diciassette bambini in una classe, 18 nell’altra. Sono nati o hanno i genitori provenienti da Cina, Sri Lanka, India, Pakistan, Moldavia e Filippine.

E’ un record per una scuola, nel cuore del centro città, che da anni si distingue per l’elevata presenza di stranieri. Mai prima d’ora il numero di studenti stranieri aveva raggiunto un picco come quello di questo anno scolastico.

La multietnicità nelle due classi desta qualche preoccupazione negli insegnati: “Lavorare in queste classi è complicatissimo”, ammettono gli insegnanti che si preparano a vivere un anno scolastico particolarmente difficile. “Alcuni bambini sono arrivati in Italia da poco e non parlano la nostra lingua. Speriamo che il provveditorato assegni presto qualcuno altrimenti lavorare così sarà impossibile. E addio a tutti i bei progetti avviati fino ad ora”.

“E’ la prima volta che si verifica una situazione simile a Brescia”, ammette dall’ufficio scolastico provinciale, il responsabile Mario Maviglia. Ma soluzioni al momento il dirigente non ne intravede. “L’unica vera soluzione sarebbe quella di unire le scuole del centro città, dove il numero di stranieri è elevato, sotto un unico istituto – ipotizza – in modo da permettere ad un preside di evitare classi di questo genere”.

Progetto in chiave futura, ma non certo realizzabile ad anno scolastico iniziato. Così le due classi di stranieri della scuola Manzoni non cambieranno. “Essendo le uniche prime elementari della scuola non vedo alternative – continua Maviglia – Daremo maggiori risorse, tra ore ed insegnanti, per rendere più facile l’insegnamento”. Quindi una replica e un auspicio per i docenti. “E’ chiaro che in queste situazioni – dice – l’insegnante svolge un ruolo diverso rispetto a quello tradizionale. “E’ educatore, psicologo – spiega – e dopo insegnante”.

Non si fa sfuggire l’occasione il segretario della Lega, Matteo Salvini, che commenta così: “Non è buona scuola senza un tetto ai bimbi di altre nazionalità. Così non è integrazione”.