Cooperante italiano ucciso a Dacca. Isis rivendica agguato

martedì, 29 settembre 2015

Cesare Tavella, di 50 anni, cooperante italiano, è stato ucciso nel quartiere diplomatico di Dacca, in Bangladesh, da uomini armati a bordo di una moto. la Farnesina ha confermato l’uccisione che è stata rivendicata dall’Isis.

A dirlo su Twitter è la direttrice del Site, Rita Katz. Sulla rivendicazione sono in corso verifiche da parte delle autorità italiane.

Il cooperante, secondo la polizia locale, al momento del suo ritrovamento era vestito con una tuta, l’uomo  portato agli “United Hospitals”, dove i medici lo hanno dichiarato morto. Fonti ospedaliere hanno confermato al Daily Star che l’uomo è arrivato morto in ospedale con numerose ferite da arma da fuoco sul corpo.

Cesare Tavella lavorava come project manager per una ong, Icco Cooperation, con uffici in Bangladesh, in particolare si occupava di un progetto, “Proofs (Profitable Opportunities for Food Security), nel settore dell’agricoltura locale e dell’alimentazione. Secondo il suo profilo sul sito del progetto, il cooperante aveva cominciato a lavorare nell’ambito dello sviluppo nel 1993, sempre nel settore della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale, in diverse ong internazionali soprattutto in Asia.

Gli investigatori al momento non escludono nessuna pista, ma è probabile che dietro all’omicidio ci possa essere realmente la mano di simpatizzanti del Daesh. Lo Stato Islamico, infatti, da tempo ha lanciato campagne di reclutamenti e di incitazione a colpire gli “infedeli” in tutto il mondo. Inoltre, diverse formazioni terroristiche locali, come il Jamaatul Mujahidin Bangladesh (Jmb) si sono alleate con il Daesh “aderendo” alla causa.

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