Decreto antiterrorismo, Renzi frena sulla norma che permette il controllo dei pc

Palazzo Madama

giovedì, 26 marzo 2015

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, frena sulla norma del dl antiterrorismo che permette alle forze dell’ordine il controllo diretto dei computer di milioni di italiani.

Il premier ha infatti ottenuto lo stralcio del passaggio che consente di frugare dati e documenti nei pc dei cittadini come previsto nel provvedimento in discussione in aula a Montecitorio.

Fonti del governo avrebbero spiegato che il tema è particolarmente delicato in quanto riguarda diritti, privacy e sicurezza e, per questo, verrà affrontato in maniera più complessiva all’interno del provvedimento sulle intercettazioni già in esame in Commissione.

Con gli emendamenti approvati ieri in Commissione, l’Italia diventerebbe il primo paese europeo a rendere legale in maniera esplicita e in via generalizzata l’autorizzazione alle “remote computer searches” e all’utilizzo di software occulti da parte dello Stato per indagare tutti i reati “commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche”. Dopo le polemiche, quindi, Renzi ha chiesto lo stop.

“L’emendamento che prevedeva l’acquisizione di dati da remoto è stata stralciata dal decreto anti-terrorismo”, ha confermato il viceministro dell’Interno,Filippo Bubbico, a proposito del provvedimento antiterrorismo. “Rimane confermata la volontà del governo su un rafforzamento delle misure di prevenzione e contrasto al terrorismo, oggi più che mai urgenti e necessarie, ma si ritiene che tale norma debba essere trattata nell’ambito del provvedimento sulle intercettazioni telefoniche – ha aggiunto. “Abbiamo la necessità di contemperare le esigenze di sicurezza nella lotta al terrorismo con quelle di tutela della privacy, per questo motivo è utile approfondire il confronto e la riflessione sulla intercettazioni telematiche da remoto”.