Detenuta in permesso di lavoro, evasa a luglio da Expo

martedì, 15 settembre 2015

Una detenuta, e che aveva ottenuto dal Tribunale di sorveglianza di Milano il permesso di lavorare  all’Expo, nell’ambito del progetto che vede impegnato un centinaio di detenuti delle varie carceri lombarde – Bollate, Opera, Busto Arsizio e Monza – a dare informazioni e aiutare i visitatori che perdono il filo tra i Paesi del mondo, è evasa due mesi fa uscendo dal sito dell’Esposizione universale ed è tuttora ricercata.

La notizia dell’evasione della detenuta, risale allo scorso luglio, la detenuta transessuale, che era detenuta nel carcere milanese di Bollate,  doveva scontare ancora due anni e mezzo di pena, lavorava nel sito sei giorni a settimana a 500 euro al mese e tutte le sere faceva ritorno in carcere.
Sempre impeccabile durante tutti i permessi che le erano stati concessi durante la carcerazione, era stata scelta per vivere una esperienza di lavoro a Expo con uno stipendio inferiore di un terzo rispetto ai contratti collettivi nazionali, come previsto dalla legge.