Domenica Catalogna al voto, una specie di referendum indipendentista

venerdì, 25 settembre 2015

Domenica 27 settembre si vota in Catalogna per l’elezione dei 135 nuovi membri del parlamento della regione e del nuovo presidente.sono elezioni anticipate  volute da Artur Mas l’attuale presidente, dopo che non è riuscito a indire un referendum sull’indipendenza della regione, come aveva promesso prima della sua vittoria nel 2012.

Di fatto le elezioni di domenica saranno una specie di consultazione indiretta sull’indipendenza: votare per la coalizione di Mas vorrà dire essere per l’indipendenza, votare per i suoi avversari vorrà dire essere contrari. Gli ultimi sondaggi mostrano le due coalizioni piuttosto vicine.

I sondaggi riflettono il fatto che le votazioni saranno un referendum implicito sull’ indipendenza catalana. i sondaggi vedono gli indipendentisti, rappresentati dalla coalizione “Junts pel sì”  guidata dall’ex eurodeputato di sinistra Raul Romeva e che raggruppa forze di sinistra e di centrodestra, tra cui il partito di Mas, CDC e da Candidatura d’unitat popular (CUP), quasi il 50% quindi insieme dovrebbero dunque ottenere tra i 76 e 78 seggi, sopra la soglia necessaria a ottenere la maggioranza, fissata a 68.

Contrari all’indipendentismo raggruppando tutti i partiti si otterrebbero 53-55 seggi. All’interno dello schieramento contrario all’indipendentismo,  ci sono i  Ciutadans, la versione “catalana” di Ciudadanos, un partito nazionale nato in Catalogna nel 2006, che non si dichiara né di destra né di sinistra ma post-nazionalista e progressista, e che è contrario all’indipendenza è al 15%,)19 seggi)

I conservatori del PP sono al 7,3% (10 seggi) e i socialisti del PSC al 11,4 (14 seggi).

Podemos, il partito di Pablo Iglesias, come già per le municipali di Barcellona, non presenta una lista con il proprio nome ma ha dato il suo appoggio alla lista “Catalunya sì que es pot”, di cui fa parte insieme a Izquierda Unida e ai Verdi e che otterrebbe 14 seggi.