Dopo strage, Msf lascia Kunduz. “Nessun talebano sparava da ospedale”

domenica, 04 ottobre 2015

Medici senza Frontiere (Msf) si è ritirata da Kunduz, la città afghana dove ieri l’ospedale è stato distrutto da un raid aereo, condotto dagli Usa secondo Msf, con almeno 19 morti e decine tra feriti e dispersi. Kate Stegeman, portavoce di Msf, ha precisato che parte del personale sta lavorando in altre strutture della città.

Medici sena frontiere (Msf) ha annunciato quindi che l’ospedale di Kunduz bombardato dalla Nato «non è più operativo. Alcuni membri del nostro personale medico stanno lavorando in due ospedali dove sono stati trasferiti alcuni feriti».La struttura è l’unica con un servizio di traumatologia e chirurgia in tutta la regione.

Medici senza frontiere ha inoltre negato che ci fossero talebani che sparavano dall’ospedale a Kunduz bombardato dalla Nato. «Gli ingressi del compound erano chiusi tutta la notte e quindi nessuno, tranne membri del nostro staff, custodi o pazienti, era nella struttura durante il bombardamento», si legge in un comunicato.