“È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”

domenica, 19 luglio 2015

Un pomeriggio di metà luglio a Palermo, circa venti anni fa, è sufficiente per far riemerge nella memoria, una Palermo straziata, una ferita che riapre un calvario che va oltre gli spazi geografici, coinvolge e scuote palermitani, siciliani e tutta l’Italia intera, un’orrore che dilania le coscienze e fa si che non si possa nascondere nell’oblio, quanto accaduto solo due mesi prima a pochi chilometri da Palermo, alle 17.58, il 23 maggio.

Le stesse scene ieri, oggi, vent’anni fa tornano più violente e vive che mai.

Era il 1992, Giovanni Falcone a Capaci e di Paolo Borsellino in Via d’Amelio a Palermo, i due uomini pagano un prezzo altissimo per il loro essere integerrimi e giusti, con loro muoiono padri, mariti, donne e mogli.

Con le stragi di Capaci prima e con Via d’Amelio poi, si scuotono le coscienze, si ridesta una società pulita, una società di uomini che non subiscono, non tollerano oltre il silenzio che da anni ammorba ogni sforzo per fare pulizia, ogni tentativo di far emerge il marciume nauseabondo che per anni ha appestato questo Paese.

Nello “Speciale Falcone & Borsellino, per non dimenticare” realizzato da Ambrogio Crespi  che di seguito vi proponiamo, emerge chiara, limpida e cristallina la voce di due martiri di un sistema corrotto, ma Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono e saranno i vessilli su cui si potrà costruire un futuro, il nostro futuro.

“Gli uomini passano, le idee restano.

Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. (G.Falcone)