Effetto Bce, spread sotto i 90 punti: è la prima volta dal 2010

venerdì, 06 marzo 2015

Il Quantitative easing non è ancora partito ma i suoi effetti sono già evidenti. Il piano della Banca centrale europea, infatti, inizierà lunedì con l’immissione di ben 60 miliardi al mese, tuttavia, i mercati sembrano già festeggiare. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco è scivolato sotto quota 90 punti base (89,7). Non accadeva dal maggio 2010. Il tasso sul decennale del Tesoro è invece all’1,27%.

Le Borse europee hanno chiuso in positivo anche grazie a una serie di buone notizie arrivate dagli Usa. Tra le Piazze unica in calo è Londra (-0,44%), mentre si muove sulla parità Madrid. Guadagnano circa mezzo punto, invece, Parigi, Francoforte e Milano (+0,41%) dove continua la corsa di Mondadori (+8,1%) con l’esclusiva su Rcs Libri. Bene anche Mps (+4,6%). L’euro cala a 1,0895 dollari, scendendo sotto quota 1,09 per la prima volta dal settembre 2003 e aggiornando i minimi degli ultimi 11 anni. A spingere al ribasso la moneta unica sono le speculazioni di un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed dopo i dati sul lavoro.

Negli Stati Uniti, infatti, è stato diffuso l’atteso report sul mercato del lavoro: la disoccupazione è scesa al 5,5% a febbraio, dal 5,7% registrato a gennaio, con la creazione di 295 mila nuovi posti ‘non agricoli’.

Sul fronte europeo, invece, in Germania la produzione industriale è risalita a sorpresa a gennaio segnando un +0,6% mensile. In Francia il deficit della bilancia commerciale è cresciuto, a gennaio, a 3,7 miliardi di euro dai 3,3 miliardi di dicembre; quello dello Stato è calato a 9,7 miliardi.

Eurostat ha confermato la crescita del Pil della zona euro a +0,3% nel quarto trimestre, che diventa +0,4% nell’intera Ue.