Giubileo, Anzaldi (Pd): “Da Marino parole in libertà. Non getti fango solo per sterile polemica politica”

mercoledì, 18 marzo 2015

Sono passati appena pochi giorni dall’annuncio di Papa Francesco per un Giubileo nell’anno 2015, che sono iniziate le polemiche. Nella giunta comunale romana è panico per la notizia di un commissario. Che chi fa il nome di Rutelli, ex primo cittadino della Capitale, e chi come l’attuale sindaco Marino afferma come dovrebbe essere qualcuno della sua squadra a prendere quel rolo.

Nella querelle si inserisce anche il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, che in un intervento pubblicato sull’Huffington Post spiega: “Tra le parole in libertà del sindaco c’è un passaggio che non può essere accettato: lasciar credere che il Giubileo del 2000 sia finito con le inchieste e magari sia stato l’evento ‘delle poltrone’. Forse Marino in quegli anni era all’estero o in qualche altra città italiana e ha bisogno, quindi, di qualche aiuto a ricordare. Il Giubileo del 2000 è l’unico grande evento degli ultimi anni su cui non c’è stata nemmeno un’inchiesta giudiziaria, così come gli anni di preparazione non hanno fatto registrare neanche una morte sul lavoro”. A difendere l’operato romano ai tempi del Giubileo del 2000 ci pensa dunque Anzaldi che sostiene come “dopo l’annuncio di Papa Francesco la prima preoccupazione è stata quella di chiedersi: Roma sarà pronta? Dovrà sicuramente esserlo, ma lo stato della città lascia pensare che sia necessario un forte impegno, maggiore di quanto i romani hanno visto fino ad oggi. La domanda che molti romani si fanno, infatti, è: Il Campidoglio, in primis il sindaco, sarà in grado di fare la sua parte, visto che già deve fare i conti con Mafia Capitale ed ha il gravoso compito di rimettere in sesto l’Amministrazione dopo gli scandali degli anni passati? E’ ovviamente auspicabile ed è lecito attendersi che tutto vada per il meglio. Le reazioni di Ignazio Marino nelle prime 48 ore che hanno seguito l’annuncio del Santo Padre, però, hanno alimentato diversi dubbi”.

Infine il deputato dem sottolinea come “rischiare di gettare fango su una delle prove orgoglio di Roma Capitale d’Italia, solo per una sterile polemica politica, da parte di un sindaco la cui amministrazione ancora per tanti motivi non riesce a farsi apprezzare dai propri cittadini, appare decisamente fuori luogo e fa male alla città”.