Giubileo: Anzaldi scrive a Camanzi: “Tassa sui pellegrini a St. San Pietro? Intervenga Authority”

giovedì, 16 luglio 2015

“Gentile Presidente, ho ricevuto dai cittadini diverse segnalazioni in merito a quella che appare come una distorsione tariffaria da parte di Trenitalia e che, in vista del Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco a partire dal prossimo 8 dicembre, potrebbe apparire come una vera e propria tassa sui pellegrini.

Sarebbe opportuno che l’Authority intervenisse per verificare se ci sono abusi da parte di Trenitalia. Mancano poco più di cento giorni all’inizio del Giubileo che, secondo le previsioni, porterà a Roma oltre 25 milioni di pellegrini”.

E’ quanto scrive il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi in una lettera inviata al presidente dell’Authority dei Trasporti, Andrea Camanzi.

“Il treno regionale veloce – scrive Anzaldi – che collega la stazione di Pisa Centrale a Roma Termini effettua una differenza di tariffa sulle stazioni romane che alimenta sospetti e appare poco comprensibile. Il treno, che effettua fermate in 17 stazioni toscane e laziali rappresentando in molti casi l’unico collegamento ferroviario da e per la Capitale, ferma a Roma in quattro stazioni: San Pietro, Trastevere, Ostiense, Termini.

Le quattro fermate, però, presentano tariffe diverse, e non in ragione della distanza. San Pietro e Termini, infatti, la prima e l’ultima fermata romana, costano da Pisa 23,35 euro, mentre Trastevere e Ostiense costano 21,95 euro.

Si tratta di un sovrapprezzo, per San Pietro, di 1,40 euro, oltre il 5%, rispetto alle fermate immediatamente successive.

Perché a questa stazione, che sarà probabilmente la più utilizzata dai pellegrini durante il Giubileo per spostarsi verso un’altra città d’arte come Pisa, costa di più delle altre fermate romane?”
“Su questo regionale veloce, come su altri – aggiunge ancora il deputato Pd nella lettera a Camanzi – emerge anche un altro interrogativo: perché, al momento della vendita dei biglietti, viene proposta anche la prima classe quando speso questi convogli ne sono sprovvisti?

I passeggeri che optano per il biglietto di prima classe, che ovviamente costa di più, si trovano poi a dover andare in seconda classe, con il conseguente danno economico.

Se chi usufruisce spesso di questi treni può essere a conoscenza di questo disservizio, più difficile sarà evitare il sovraccosto per i pellegrini, se nessuno li avvertirà”.