Gran Bretagna chiude la frontiera. Porte chiuse a disoccupati europei

lunedì, 31 agosto 2015

Con l’obbiettivo di autorizzare la permanenza all’interno della Gran Bretagna solo a chi possiede un lavoro, il ministro degli Interni Theresa May ha chiesto una riforma della libera circolazione nell’Ue, con lo scopo di chiudere le frontiere ai disoccupati stranieri dell’Unione, in deciso aumento secondo il governo.

Secondo il ministro, l’immigrazione dai paesi Ue è più che raddoppiata rispetto al 2010, ed “è per questo che la volontà del governo di rinegoziare la relazione della Gran Bretagna con l’Ue è così importante”, tesi avvalorata anche da un editoriale apparso sul Sunday Times, in cui la May definisce l’attuale livello dell’immigrazione “non sostenibile”, in quanto mette troppa “pressione sulle infrastrutture, come case e trasporti, e i servizi pubblici, come scuole ed ospedali”.

La May sostiene che “ridurre l’immigrazione al netto dall’Ue non significa un mancato rispetto del principio di libera circolazione. Quando è stato inizialmente sancita, libera circolazione significava libertà di spostarsi per lavorare, non libertà di attraversare le frontiere per cercare un lavoro o usufruire delle politiche previdenziali”.