Grandi opere, la poltrona di Lupi è sempre più scomoda

giovedì, 19 marzo 2015

E’ sempre più scomoda la poltrona del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, travolto dalla bufera dello scandalo Grandi Opere che lo vede coinvolto, ma non indagato, a causa di alcune intercettazioni.

Oltre alle opposizioni, infatti, pare che adesso anche la presidenza del Consiglio e il suo stesso partito stiano premendo per le sue dimissioni.

Proprio per discutere della questione, Lupi ha incontrato oggi Matteo Renzi e Angelino Alfano, quindi ha trascorso la restante parte della mattinata al ministero, dove ha tenuto i contatti con Ncd e con gli altri gruppi.

Secondo quanto si apprende, infatti, anche all’interno della maggioranza, il ministro è piuttosto isolato tanto che a chi lo ha invitato a tenere duro, lui ha risposto “non dipende da me”.

Ad ogni modo domani è confermata l’informativa alla Camera sull’inchiesta Grandi opere, prevista per le 11, mentre martedì prossimo, 24 marzo, alle 16 si voterà alla Camera la mozione di sfiducia presentata da M5s e Sel.

Stamattina, intervenendo a L’Aria che Tira (La7), Gianni Cuperlo aveva dichiarato: “Io penso che sarebbe un fatto positivo se il Ministro, venendo in Parlamento come ha detto e chiarendo tutti questi aspetti, prendesse atto che la mappa degli eventi che lo coinvolgono è tale che…”.

“Su una materia come questa – ha aggiunto Cuperlo – penso che bisogna avere senso di responsabilità di appartenere a un gruppo e a un partito, e prenderemo una posizione congiunta, mi auguro condivisa. Ritengo che, al netto di qualunque scelta garantista, la situazione sia abbastanza insostenibile”.

Lo stesso Renzi non ha intenzione di difendere il ministro in aula: “La scelta sta a lui: o se ne va da solo oppure il governo non si schiera e si rimette all’aula”, avrebbe detto il premier ai suoi fedelissimi confermando l’intenzione di non intervenire direttamente sulla questione. .