Hanno chiuso il Coccoricó, ma non hanno chiuso lo sballo, anzi….

lunedì, 24 agosto 2015

di Redazione – Riccione durante il concerto di Radio Dj accoltellamento in spiaggia per il controllo dello spaccio. Qualcosa non quadra…
Sette ragazzi di età compresa tra i 18 e 20 anni ed un minorenne, sono finiti in carcere dopo una rissa tra italiani e magrebini per il controllo dello spaccio in Viale Ceccherini.
Questo l’ennesimo caso sulle spiagge di Riccione, considerata ovviamente una piazza interessante, considerando, ma è scontato, il numero di ragazzi che si riversano nella cittadina Adriatica meta del divertimento estivo e non.
Ciò che non è scontato sono i fatti che si sono susseguiti nel corso dell’estate a cominciare dal quel fatidico 19 luglio in cui Lamberto Lucaccioni muore per una dose di ecstasy.
Da quella data si sono susseguite una serie di avvenimenti alcuni dei quali di difficile interpretazione.
Uno fra tutti la chiusura del Cocoricò voluta dal Questore di Rimini, Maurizio Improta, per 4 mesi, a questo si aggiunge l’indagine delle Fiamme Gialle per una presunta evasione di oltre 10 milioni di euro.
La risposta del Cocoricò nel corso della conferenza tenutasi i primi di agosto fu la comunicazione di chiusura definitiva del locale, chiusura che come ovvio comportava il licenziamento di circa 200 dipendenti.
Il 3 agosto, nella conferenza stampa Fabrizio De Meis azionista del Cocoricò dice: “La chiusura del Cocoricò è un danno ingente non solo per noi azionisti, che tanto abbiamo investito in una stagione estiva di primissimo livello. Si tratta di lasciare per strada ben 200 famiglie, i cui membri sono impegnati giorno e notte per la realizzazione di uno spettacolo di spessore internazionale. Si tratta, infine e soprattutto, di arrendersi al problema della droga: stiamo voltando le spalle al problema, non lo stiamo risolvendo. Chiudere il Cocoricò non serve a nulla, se non si attuano misure di sensibilizzazione contro le sostanze stupefacenti”.
E prosegue: “Tutto questo non ha senso, riferendosi alla chiusura di 4 mesi, anche noi siamo distrutti per la morte di un ragazzo di 16 anni, ma non è in questo modo che si combatte la cultura dello sballo da ecstasy. Abbiamo messo in atto diverse iniziative contro le sostanze stupefacenti: il Cocoricò ha avviato le pratiche perchè si potesse prendere in esame la pena del Daspo per chi vende e assume droga nei locali, ma ha anche spinto per misure preventive come il tampone prima di entrare in discoteca. Pratiche che, stando al provvedimento del questore di Rimini, sono cadute nell’indifferenza generale. Vorrà dire che la prossima mossa sarà quella di un ricorso al Tar per combattere la chiusura di quattro mesi”.

Il Sindaco di Riccione Renata Tosi in un’intervista rilasciata ad alcune testate afferma che sia giusta la chiusura della discoteca e se i dipendenti potrebbero perdere il lavoro per la sospensione di quattro mesi del Cocoricò, “ne troveranno un altro “. Renata Tosi eletta con una lista civica sostenuta dal centrodestra, ribadisce così il suo appoggio alla decisione del questore di chiudere la discoteca.

L’11 agosto il Cocoricò ha riaperto, ma senza musica ospitando la serata di riflessione sull’uso di droghe “Accendiamo la musica, spegniamo la droga”.
Un incontro voluto dai gestori della discoteca con dj Ralf, Coccoluto e Principe Maurice, insieme a Giorgia Benusiglio, la ragazza che ha subito un trapianto di fegato a causa dell’ecstasy e che oggi si occupa di prevenzione. Alla serata presente Francesco Paolo Sisto che il 29 settembre scorso ha presentato una proposta di legge sostenendo che: “l’assunzione di sostanze stupefacenti é sintomo di emarginazione, di disagio e debolezza”, affermando tra l’altro di nutrire “qualche dubbio sulla maturità di questo Paese ad ipotesi di liberalizzazione di alcune sostanze stupefacenti, vista la drammatica sequenza di questi giorni, che lascerebbe propendere più per una ‘tolleranza zero’”. La proposta di legge, a prima firma Sisto, depositata nel settembre 2014, da un lato previene l’ingresso delle droghe in discoteca, dall’altro punisce efficacemente chi contravviene a tale regola. Nella proposta è prevista, infatti, una nuova figura, un responsabile della sicurezza, nominato dal gestore del locale con funzioni di pubblico servizio, che può impedire l’accesso ed allontanare i soggetti segnalati, anche identificandoli.

Il 12 agosto è il comune di Riccione con a capo il suo Sindaco Renata Tosi che organizza in piazzale Ceccarini una serata “CONTRO LO SBALLO”, nel giorno internazionale della Gioventù.

Sorge una domanda perché a distanza di 24 ore dalla serata organizzata dal Cocoricò, serata a cui pur essendo invitata pare che il sindaco abbia declinato l’invito, il comune ne promuove una seconda, perché non farne una concentrando le forze, visto che i fini erano i medesimi e simili gli slogan?
Ma non intendendo finire in una polemica che rischierebbe di distogliere l’attenzione dal vero problema,meglio soprassedere e non commentare.

Ciò che invece ci lascia perplessi, sono alcuni atteggiamenti a cominciare dall’esclusione all’ultimo momento di Giorgia Benusiglio, che aveva con successo parlato al Cocoricò e che in un primo momento era stata invitata al dibattito pubblico voluto dal Sindaco di Riccione.
Ci lascia perplessi il fatto che sempre su un palco Riccionese e sotto l’auspicio del Comune, si sia tenuto un riuscitissimo concerto di Fedez e di J-Ax quest’ultimmo noto per J-Ax è ben noto per una canzone “Ohi Maria”, è noto che i due rapper italiani abbiano palesemente posizioni antiproibizioniste.
E ancora ricordiamo che a ferragosto e sempre con il patrocinio del Comune, si è vista la partecipazione di Neffa e Baby K, ancora una volta artisti che non sono certo allineati con le posizioni di San Patrignano, da sempre e con convinzione irremovibile contraria legalizzazione delle droghe leggere. Neffa & i messaggeri della dopa, questo il nome di esordio dell’artista del concerto di ferragosto, dove per “dopa” nello slang rap della Bologna anni ‘90 si intendeva la dopamina, neurotrasmettitore attivato dalla cannabis.

E ritorniamo così all’altra sera, al concerto del 22 agosto con altri rapper tra i quali Marracash che ha dichiarato qualche tempo addietro di aver fumato la prima canna a 13 anni, il primo whisky a 14 e di essere favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere.

Non possiamo non evidenziare che dietro al palco antiproibizionista di piazzale Roma nella notte del concerto tra il 22 e il 23 agosto gruppi di magrebini e italiani si sono affrontati a suon di coltellate per la gestione dello spaccio nella zona di viale Ceccarini.

Renata Tosi, sindaco antiproibizionista su cui ha basato parte della sua campagna elettorale, risulta quantomeno in stato confusionale, urla lo sdegno contro lo sballo, la tolleranza zero, inviando alle diverse manifestazioni artisti che al contrario di certo non hanno posizioni proibizioniste e dulcis in fundo il suo palco diventa come è accaduto lo scenario per una guerra tra spacciatori per contendersi la supremazia del territorio
Qualcosa effettivamente non quadra!