Il caso di Raffaele Fitto, assolto dopo 10 anni di calvario

mercoledì, 30 settembre 2015

Di Luigi Crespi Ho vinto la scommessa! Ma francamente non ho trovato nessuno con cui farla.
Mentre 10 anni fa si segnavano le prime pagine urlate della maggior parte dei quotidiani con le aperture di tutti i telegiornali, stesso destino ha avuto la notizia della condanna in primo grado a 4 anni per corruzione, oggi l’assoluzione non guadagna la prima pagina se non in rare eccezioni.

I Tg ne hanno parlato ma quasi mai nelle aperture e senza alcun clamore.

Eppure, l’accusa di corruzione, la richiesta di arresto, la rinuncia all’immunità e la condanna in primo grado hanno fatto rumore, tanto rumore.

Qual’è la regola per la quale la richiesta d’arresto o una condanna in primo grado è un fatto clamoroso mentre l’assoluzione dopo 10 anni non è scandaloso?

Voi mi direte è così…

Ma io ho partecipato alla battaglia di Ambrogio Crespi per la “buona giustizia” (una giustizia che ha il coraggio di correggersi è comunque coraggiosa e buona);  ho visto 200 deputati piangere in parlamento mentre guardavano “una ferita italiana” il docufilm cult che racconta il calvario di Enzo Tortora, gli ho visti giurare nei salotti TV “Mai più” chiedere e pretendere una riforma giusta che portasse il nome di Tortora.

Ieri, oggi difronte al caso di Raffaele Fitto, il silenzio, muto e imbarazzante.

Ho scrutato le agenzie stampa, i Tg aspettando la voce del governo, dei partiti, delle associazioni militanti, invece tanti gli amici di Fitto tantissime persone e cittadini anche molti di Forza Italia, come Toti, Romani, Bernini Malan… Etc.. Etc… molti centristi di governo come il Ministro degli Interni Alfano, i Fratelli d’Italia come Crosetto o La Meloni a cui si è aggiunto Storace.

Ma Congratulazioni, gioia condivisa e sollievo sullo sfondo silenzio imperdonabile di Berlusconi è quello del governo.

Quindi, tutto bene quello che finisce bene. Eppure le parole di Raffaele Fitto non sono di giubilo, non ci consegna l’idea di un pericolo mancato ma aspre e taglienti mostrano la sofferenza di 10 anni; unico pensiero tenero per la moglie la famiglia che ha sofferto questi anni più di chiunque altro.

Nelle parole di Raffaele non c’è speranza solo una contenuta e misurata rabbia.

Ma nel pomeriggio abbiano dovuto leggere le parole del suo accusatore un Pubblico Ministero che prima di chiunque altro dovrebbe rispettare le sentenze invece prende carta e penna e cerca di spiegarci che l’impianto accusatorio per Fitto era solido anche se assolto per non avere commesso il fatto mostrando un livore che fa tremare i polsi alimentando vigorosamente i sospetti su questo processo.

Ma Raffaele Fitto è stato assolto è innocente non ha commesso il fatto dopo 10 anni la Corte d’Appello gli ha restituito pace.

Come è possibile che siano serviti 10 anni, che nessuno si scandalizzi e che nessuno agisca per cambiare tutto questo.

È così… Quanti Fitto sono passati da questa tortura e quanti ne passeranno e noi saremo pronti con sollievo a manifestare lo stupore soddisfatto di un pericolo mancato. Mentre questo continua a mangiare la vita della nostra comunità a demolire ogni solidarietà dentro le vite di uomini e donne lasciando ferite senza cicatrici.

Ferite italiane… Enzo Tortora sacrificato sull’altare della malagiustizia,  è morto per niente.