Infrastrutture, Delrio: Grandi Opere? solo quelle che servono al Paese

Graziano Delrio

domenica, 12 aprile 2015

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio parla della “rivoluzione della normalità” che vuole portare in un dicastero che è stato coinvolto in numerosi scandali negli ultimi tempi. “Si torna all’ordinario, alle regole semplici, europee – dice a Repubblica -. E faremo tutto ascoltando prima i cittadini e informandoli passo passo”.

La prima mossa è stata ridurre le Grandi Opere dalle 51 di Lupi a 25. “È un’indicazione di marcia – spiega Delrio -: diciamo al paese e all’Europa quali sono le opere che riteniamo strategiche e quando saranno completate. Ma attenzione, anche quell’elenco non va mitizzato. Perché fino a ieri stare o non stare nella tabella della legge obiettivo significava poter avere i soldi o vedere i cantieri fermi. Un approccio del tutto sbagliato. Noi con il nostro piano triennale vogliamo portare avanti tutte le opere. Le uniche Grandi opere sono quelle utili, che possono essere anche riparare una scuola o mettere in sicurezza il costone di una montagna”. “Focalizzarsi sulle grandi opere -continua – ci ha portato in 14 anni di legge Obiettivo (messa a punto da Berlusconi e Lunardi) a stanziare 285 miliardi per vederne impiegati soltanto 23, appena l’8 per cento. La montagna ha partorito il topolino e ha anche generato meccanismi opachi come quello del General contractor”.

“Renzi, quando ha deciso che questa cosa dovessi prenderla in mano io – aggiunge Delrio -, mi ha detto che la nostra priorità deve essere la crescita. Un obiettivo che passa anche dalla capacità di mandare avanti i cantieri. Ma il tema vero è uscire dalla logica delle emergenze, delle procedure straordinarie, e rientrare nella normalità. Ecco, la nostra sarà una rivoluzione delle normalità: procedure europee, regole semplici sugli appalti, programmazione, coinvolgimento dei territori”.