Intercettazioni e indagini veloci, cambia il processo penale

mercoledì, 23 settembre 2015

La Camera oggi approverà la riforma del processo penale, l’attenzione è focalizzata sul capitolo più scabroso, quello che riguarda la pubblicazione delle intercettazioni sui giornali, ma intanto sono diverse le novità introdotte dal ddl del governo.

Si va dalla estinzione del reato quando l’imputato ripara interamente in danno, formula valida però solo per i reati a querela, all’ampliamento dei diritti della parte offesa, che avrà diritto di conoscere lo stato di un procedimento sei mesi dopo la sua denuncia.

Crescono le pene per il per furto in abitazione (sarà da 3 a 6 anni), per furto aggravato (da 2 a 6 anni), rapina (da 4 a 10 anni). Aumentano anche le pene per il voto di scambio politico-mafioso, che dagli attuali 4-10 anni passerà a 6-12.

Sulla intercettazioni in particolare sulla possibilità di pubblicarle sui giornali, ieri il dibattito parlamentare si è acceso con i grillini che urlavano, a una nuova legge-bavaglio e tutti gli altri a negare che qualche nuovo limite alla pubblicabilità sia un provvedimento così estremo.

«Nessuna delega in bianco», ha tenuto a precisare il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. «Nessun bavaglio all’informazione né tantomeno ostacoli alle indagini. Chi si ostina a sostenere il contrario dice falsità», insorge Donatella Ferranti, Pd. E’ in allarme il sindacato dei giornalisti, però. Secondo Raffaele Lorusso, segretario Fnsi, val la pena di ricordare che non tutte le notizie di rilievo sono quelle penalmente rilevanti .

Meno appassionanti per la politica, ma gravi per la magistratura, altre decisioni prese quasi all’unanimità della Camera: la scadenza di 3 mesi, prorogabile di altri 3, per chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione dopo che i pm hanno notificato la conclusa indagine. In caso di inerzia c’è l’avocazione del procuratore generale presso la corte d’Appello. Dubbi della magistratura anche per l’obbligo di immediata iscrizione al registro degli indagati, pena provvedimento disciplinare: si profila un’inflazione di indagati.