L’auto del giudice Falcone non merita di rimanere nascosta

sabato, 26 settembre 2015

di Ambrogio Crespi da Il Tempo – Curiosando nella rete e attento a cosa succede attorno a me, in particolare riservo la mia attenzione a temi che particolarmente mi stanno a cuore, ho trovato un appello firmato dall’amico Sandro Ruotolo, che mi lascia attonito e perplesso.

Sono basito non per il contenuto, ma perché la memoria di questo paese è a corrente alternata; non possiamo dimenticare ma nello stesso tempo dimentichiamo, le lancette dell’orologio corrono e non abbiamo tempo.

Ma veniamo ai contenuti, l’appello accorato, e non è questione solo di empatia, ma di senso e di storia, riguarda l’auto su cui morì Falcone quel 23 maggio del ’92 a Capaci, l’auto ora è contenuta in una enorme teca di vetro in uno dei cortili della scuola di polizia penitenziaria a Roma, l’accesso non è aperto al pubblico e a Sandro Rutolo è capitato di fotografarla partecipando ad un’iniziativa sulla legalità insieme a degli studenti romani.

La domanda legittima che sottoscrivo, che si pone Ruotolo è “come mai questa teca con l’auto di Giovanni Falcone non può essere visitata da tutti? Perché non può essere esposta in una piazza di Roma, per esempio vicino al ministero di Grazia e Giustizia nel cuore della città?”.

Pertanto sottoscrivo la petizione per chiedere al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che la teca che contenente l’auto del giudice Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci con Francesca Morvillo e la sua scorta venga esposta pubblicamente. A Roma, nella piazzetta davanti al ministero di Giustizia.

Perchè è un atto dovuto, perchè dobbiamo ricordare e far ricordare a noi stessi e agli altri che: “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.

Perchè non dobbiamo dimenticare mai ciò che è accaduto ed è nostro dovere portare alto il nome di questi eroi.  Il Tempo