Legge di stabilità: Renzi e i 27 mld senza aumentare le tasse

mercoledì, 16 settembre 2015

Mancano soli 30 giorni al governo Renzi per mettere a punto la legge di stabilità per il 2016 e sarà una manovra da 27 miliardi di euro, lo ha annunciato lo stesso Renzi  spiegando che la prossima legge di stabilità non comporterà alcun aumento di tasse, ma l’abolizione di IMU e TASI.

Il premier rivela inoltre che venerdì, con la revisione del DEF, la stima del PIL per il 2015 sarà rivista al rialzo dallo 0,7% allo 0,9% così come quella per il 2016. Sono questi i numeri della legge di stabilità 2016.

 

Dei 27 miliardi i primi 10 miliardi su cui il governo fa affidamento arrivano dalla spending review e in particolare dalla centrale per gli acquisti della pubblica amministrazione che dovrebbe portare nella casse dello Stato diversi miliardi di risparmio. Altre cartucce a disposizione arrivano dall’Unione Europea.

Renzi ha spiegato che, le risorse liberate dalle clausole per le riforme e per gli investimenti valgono l’1% del PIL, ovvero circa 17 miliardi di euro. Ma il premier ha puntualizzato che non le userà tutte, anzi, sarebbe meglio dire che difficilmente Bruxelles permetterà al governo di usarle tutte. Le risorse certe ammontano allo 0,4% del PIL, 6-7 miliardi.

Altre risorse arriveranno da tagli alla sanità, revisione delle tax expenditures e da misure una tantum come la voluntary disclosure che però non sappiamo quanto valga in termini di recupero di evasione.

Per la sanità l’obiettivo è di bloccare almeno una parte dei 3,3 miliardi di aumenti già previsti per legge quest’anno per ospedali e ASL a cui si aggiungono i risparmi dovuti dalle Regioni per 2,3 miliardi di euro, tagli che potrebbero valere fino a 5 miliardi di euro.

Infine, altro capitolo scottante è quello delle tax expeditures, ovvero le circa 700 voci di detrazioni e bonus di cui godono contribuenti e famiglie italiane. Rimodulando e/o abolendo molte di loro l’esecutivo potrebbe recuperare diversi miliardi da usare per la legge di stabilità 2016.

Ma nel mirino dell’esecutivo non ci sono soltanto detrazioni considerate minori, ma anche colonne portanti del sostegno statale al fisco delle famiglie italiane: le ipotesi prevedono tagli alle detrazioni per le spese sanitarie, per il settore agricolo e quello industriale.

Fatti due conti, i 27 miliardi non sarebbero sufficienti, solo le clausole di salvaguardia per evitare che dal primo gennaio 2016 aumentino IVA e accise valgono 16 miliardi di euro.a questo si aggiungono 3,5 miliardi, secondo le stime di Palazzo Chigi, per l’abolizione di IMU e TASI nel 2016., totale 19,5 miliardi di euro.

Con i  poco più di 7 miliardi la legge di stabilità  stando alle promesse si dovrebbero introdurre misure a favore delle famiglie povere, rinnovare gli sgravi contributivi per i contratti a tempo indeterminato, aiutare il Sud Italia, introdurre incentivi per le imprese come taglio dell’IRES e la proroga degli ecobonus o bonus ristrutturazioni, modificare il regime dei minimi, confermare gli art bonus, i finanziamenti per ricerca e sviluppo, introdurre maggior flessibilità per la pensione e la settima salvaguardia per gli esodati.

Dai conti quindi dei 27 miliardi resteranno inevitabilmente fuori molte promesse fatte dal governo; le tasse non aumenteranno in maniera palese, ma visti gli interventi previsti per reperire le risorse, la pressione fiscale sui contribuenti rischia di essere comunque più alta.