“Marcia degli scalzi” domani al Lido per fermare strage di migranti

giovedì, 10 settembre 2015

60 città italiane parteciperanno a quella che è stata chiamata la “marcia degli scalzi” per fermare la strage di migranti, l’iniziativa promossa da un gruppo di esponenti del mondo della cultura, della politica e del volontariato, la manifestazione raggiungerà Mostra del Cinema di Venezia.

Saranno in migliaia domani a calpestare il redcarpet a piedi nudi, perchè come recita l’appello: “È arrivato il momento di decidere da che parte stare”.

L’appuntamento principale è a Venezia alle 17 in Piazza Santa Maria Elisabetta. Poi il corteo si sposterà verso il Lido di Venezia, fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica.

Sono tantissime le adesioni che sono arrivate sul sito creato ad hoc per organizzare l’evento che si svolgerà in simultanea in altre 60 città italiane. Tra queste Roma, Napoli, Bologna, Genova, Milano. A Palermo l’appuntamento è anticipato a questo pomeriggio. Cortei anche a Parigi, a Lipsia, a Friburgo.

Sul sito c’è la lista completa delle adesioni: scorrendola è difficile arrivare fino alla fine e altri nomi continuano ad aggiungersi all’elenco.

Oltre a comuni cittadini, all’appello hanno risposto in più di 1500 tra artisti, registi, esponenti della società civile e della chiesa. Dai registi Ettore Scola e Marco Bellocchio agli attori Elio Germano, Valerio Mastandrea, Toni Servillo e Jasmine Trinca, ai giornalisti Roberto Saviano e Lucia Annunziata. L’ appoggio all’iniziativa è arrivato anche da molti parlamentari come Arturo Scotto e Nichi Vendola, Corradino Mineo, Stefano Fassina e Pippo Civati, l’eurodeputata ed ex mini­stra per l’integrazione Cecile Kyenge e da sindacalisti come le segretarie generali di Cgil e Cisl Susanna Camusso e Anna Maria Furlan.

Sono più di 300 le associazioni che scenderanno in piazza per testimoniare la loro solidarietà ai migranti e chiedere all’Europa di rivedere le politiche sull’immigrazione perché, come si legge nell’appello, “dare accoglienza a chi fugge dalla povertà significa non accettare le sempre crescenti diseguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione delle ricchezze”.

Questo il testo integrale dell’appello:

“E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi. In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.

Per chiedere con forza i primi quattro necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.”