Mattarella stecca la prima

lunedì, 13 aprile 2015

Di Claudio Catalano – Con tono fermo e senza ombra di sorriso, difficile comunque da cogliere anche per Crozza, Mattarella ha detto che bisogna smetterla di criticare i magistrati. Testualmente ha detto, con una veemenza, uno stile ed una rapidità che non gli conoscevamo, “va respinta con chiarezza ogni forma di discredito nei loro confronti”. È chiaro che il Capo dello Stato ha sentito un collegamento indiretto tra le “aggressioni mediatiche” contro i giudici e l’azione criminale di giovedì scorso. In caso contrario avrebbe espresso altri concetti usando altre parole. E soprattutto non avrebbe sentito come necessario ed urgente convocare un plenum straordinario del CSM per la strage provocata da uno squilibrato che ha visto cadere sotto i suoi colpi un avvocato ed un imputato oltre ad un magistrato. Il suo discorso è apparso di parte e superficiale tanto che ha sentito il bisogno, successivamente, di ricordare che aveva espresso il suo cordoglio per tutte le vittime. Una excusatio a posteriori che conferma la considerazione che ci siano vittime importanti ed altre no. Il Giudice Fernando Ciampi, era un onesto e rigoroso magistrato civilista. Eroicamente ha salvato la vita ad una dipendente del tribunale. «Giudice probo, rigoroso e intransigente. Un altro magistrato, l’ennesimo magistrato- ha sottolineato Mattarella – caduto nell’esercizio delle sue funzioni». Il Giudice era nella sua stanza con una dipendente del Tribunale e usare quella morte per delineare un quadro di attacco all’istituzione della magistratura come se si fosse trattato di un giudice ucciso in un agguato di mafia o di terrorismo come Falcone, Alessandrini, Coco, è una forzatura politica di cui non si sentiva il bisogno. La realtà oggi e diversa ma è stata interpretata utilizzando schemi mentali e logici ancora utili, forse, in altre e ben diverse situazioni.

È un segnale che annuncia una presidenza diversa da quella del Presidente emerito Giorgio Napolitano. Ne tenga conto il Governo perché Napolitano osò avanzare critiche ai magistrati e li invitò a condividere le riforme che li coinvolgono per evitare di apparire come una corporazione attenta solo al proprio status. Anche lui ha gettato secondo Mattarella “discredito” sulla magistratura?