Matteo Renzi vuole un Pd unito e annuncia taglio dell’Ires nel 2017

sabato, 03 ottobre 2015

Matteo Renzi ha le idee molto chiare: vuole un partito unito, nonostante l’amaro che circola tra i dem.

Ma non è tutto, il Premier ha dichiarato per quanto concerne il fisco che per il 2017 ci sarà il taglio Ires oltre che qualche buona sorpresa positiva per il 2016.

In un intervista a Repubblica, Renzi traccia la sua road map.

“L’Italia è ripartita. Ma non lo dico io, lo dicono i numeri Istat, Fmi, Inps. Tutto questo è frutto delle riforme la vera questione è creare un clima di fiducia per portare a rimettere in circolo i consumi.” spiega Renzi e dice che è “falso” parlare di tagli alla Sanità, dove invece “l’aumento di fondi è costante”.

Alla domanda se quindi il governo adotterà qualche misura per il ritorno di fiducia e consumi, il premier replica: “Ci sarà ma non posso ancora indicarle i dettagli. Dico solo che abbiamo una sensibilità particolare verso i bambini che soffrono l’indigenza. Che sono tanti e non solo al Sud”. Mentre sulla Sanità precisa: “nel 2013 c’erano 106 miliardi. L’anno dopo sono diventati 109, poi 110, il prossimo anno 111. Sulla Sanità l’aumento di fondi è costante. Stiamo aumentando i fondi, non li stiamo tagliando”. E sull’approvazione delle unioni civili, “dipende da quando finiremo queste riforme. Ma non molliamo. E’ un impegno di civiltà”.

Sulla questione Rai da un altolà. “Per me parlano i fatti. Non ho mai messo il naso, mai, nelle vicende interne della Rai, dalle nomine alla programmazione. Perché noi siamo persone serie e vogliamo bene al servizio pubblico. Non è un bottino di guerra; ma una gigantesca occasione culturale”, afferma il premier, aggiungendo: “Ho detto e lo ripeto che i talk show rischiano di diventare un pollaio senz’anima. È una critica che faccio innanzitutto alla politica”.

Passando a toccare l’argomento della politica estera, “non sarà semplicemente aiutando Assad che bloccheremo l’Isis. Né considerandolo l’unico problema come fanno inmodo altrettanto banale altri”, dice Renzi, aggiungendo che occorre per la Siria un progetto pluriennale ed osserva che nessun leader occidentale può pensare che si possa “appaltare Damasco alla Russia o al tandem russo-iraniano”.