Migranti definite quote:da Italia 4mila in Germania, 3mila in Francia

martedì, 22 settembre 2015

Sono 120mila i profughi che dovranno essere ricollocati e sarà l’oggetto del consiglio Interni Ue straordinario di domani e nella bozza contenente due allegati è definito il numero attribuito a ogni Stato, che sarà ridistribuito da Italia e Grecia.

Del totale di 15.600 dall’Italia, 4027 vanno in Germania e 3064 in Francia. L’Ungheria, che avrebbe dovuto beneficiare del ricollocamento di 54mila profughi dal suo territorio verso gli altri Stati membri, ha rinunciato a questa possibilità.

I 54mila ricollocamenti andranno ora a costituire un fondo di riserva, che si potrà utilizzare a seconda dell’evoluzione dei flussi dei profughi sul terreno. Lo spiegano fonti diplomatiche. Se dopo 18 mesi dall’adozione della decisione, non saranno stati individuati altri beneficiari, i 54mila saranno ricollocati da Italia e Grecia.

Resta comunque allarmante il flusso migratorio, la polizia slovena ha cominciato a innalzare una barriera ‘difensiva’ al valico di frontiera con la Croazia di Bregana. L’obiettivo è di evitare che migranti entrino illegalmente e in modo indiscriminato nel Paese-

La Croazia ha chiuso dalla mezzanotte scorsa, solo per i camion e il traffico di mezzi pesanti, il valico di frontiera con la Serbia a Batrovci-Bajakovo, lungo l’autostrada Belgrado-Zagabria, importante via di comunicazione fra l’area balcanica e l’Europa centrorientale.

Funziona normalmente invece il traffico automobilistico. Batrovci-Bajakovo è l’unico valico di confine fra i due Paesi rimasto aperto dopo la decisione della Croazia di chiudere gli altri sette passaggi di frontiera con la Serbia, qui in poche ore si è formata una imponente coda di camion lunga almeno dieci chilometri.

Il ministro dell’Interno serbo Nebojsa Stefanovic ha parlato di decisione “scorretta e poco amichevole che non contribuisce alle relazioni di buon vicinato”.

Secondo gli osservatori, la decisione di Zagabria sarebbe legata alle ripetute critiche rivolte da Belgrado alla Croazia dopo la decisione di chiudere sette valichi di frontiera nei giorni scorsi. “La Serbia ha gestito senza eccessivi problemi il transito di oltre 160 mila migranti mentre l’accoglienza della Croazia è collassata con soli sei mila”, aveva detto tra gli altri il ministro del Lavoro serbo Aleksandar Vulin nei primi giorni del forte afflusso di profughi in Croazia.