Migranti: fermato italiano con 33 siriani. Appello di Ban Ki Moon

venerdì, 11 settembre 2015

Un italiano è stato fermato nei pressi di Budapest alla guida di un camion con 33 siriani a bordo, e presumibilmente diretto in Germania. Non è ancora chiaro se l’uomo abbia ricevuto denaro in cambio del trasporto, ma la polizia ungherese lo accusa di traffico di esserei umani.

Nel tentativo di aiutare i migranti in fuga  da ieri la polizia ha iniziato a offrire dei passaggi verso il confine austriaco alle tante persone ancora non identificate e stipate nella stazione di Sezged.

I mezzi della polizia, compreso uno con targa olandese della missione Frontex, sono arrivati alla stazione che è presidiata da gruppi di volontari e su richiesta dell’ufficiale di polizia in comando, hanno convinto i primi profughi a salire su un paio di blindati e un camion delle forze di sicurezza molti però non fidandosi delle parole degli agenti di polizia,  hanno deciso di restare all’interno della stazione.

Rozske, il “campo di raccolta” è al collasso, dopo le piogge di queste giorni, il campo è devastato le tende sono immerse nel fango e si teme per la vita dei tanti anziani e bambini. La polizia avrebbe deciso di trasportare i profughi in «luoghi sicuri». Ufficialmente si tratta di una misura dal carattere eccezionale, la stessa adottata in occasione della marcia di migliaia di migranti lungo l’autostrada di Budapest verso l’Austria che ha spostato gli occhi del mondo sull’Ungheria.

 

In un’intervista rilasciata ad un quotidiano nazionale, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moo ha nuovamente fatto un appello ai leader europei: “vista la gravità della situazione e la proporzione della crisi mi aspettavo che i leader europei facessero di più. Le persone stanno fuggendo dalle guerre e dalle persecuzioni e per questo devono essere adeguatamente e velocemente protette. Questa è una sfida senza precedenti per il mondo intero, in particolare per l’Europa”, ha inoltre aggiunto di approvare “l’iniziativa e la solidarietà globale che stanno dimostrando i capi di Stato e di governo europei”.