Migranti: Renzi, Tusk offende Italia e italiani. Ue apre a Turchia

venerdì, 16 ottobre 2015

Le affermazioni del presidente del Consiglio Ue, Donal Tusk, che parlando al Parlamento europeo aveva paragonato l’Italia all’Ungheria nella gestione della crisi migratoria, “non sono state le più idonee, non tanto verso il governo italiano ma verso il popolo italiano”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lasciando il vertice europeo terminato nella notte.

“Il popolo italiano in questi mesi ha fatto un lavoro straordinario, ha salvato decine di migliaia di persone. E’ un popolo che ha lavorato con grande attenzione», ha aggiunto Renzi.

I leader Ue partecipi al vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea terminato nella notte a Bruxelles hanno dato il loro appoggio di principio all’accordo con Ankara.

Quindi sostegno politico all’accordo di cooperazione fra la Ue e la Turchia, ma ancora nessun consenso sul meccanismo permanente per la redistribuzione di richiedenti asilo fra tutti i Paesi.

L’intesa prevede fondi per 3 miliardi di euro per la gestione dei campi profughi, anticipazione della liberalizzazione dei visti al 2016, `scongelamento´ di cinque capitoli del processo per l’adesione della Turchia all’Unione europea e inserimento nella lista Ue dei Paesi sicuri.

In cambio Ankara si impegna a rafforzare i controlli ai propri confini, ad aumentare la cooperazione con la Grecia e a consentire ai profughi siriani di lavorare legalmente sul proprio territorio, riducendo gli incentivi. Per il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, il piano d’azione rappresenta un “importante passo avanti” per fermare nuove ondate di richiedenti asilo verso l’Europa. Ma, ha avvertito, un accordo con la Turchia “ha un senso solo se contiene efficacemente il flusso di profughi”