Nato, stop raid russi. Ipotesi, Tornado italiani per bombardare Iraq

martedì, 06 ottobre 2015

La Nato ha chiesto formalmente alla Russia “l’immediata cessazione degli attacchi contro l’opposizione siriana e i civili” esprimendo “forte protesta” e “condanna” per la violazione dello spazio aereo turco e dell’Alleanza.

Il fatto risale a sabato scorso, e in questi giorni il ministero degli Esteri turco ha ufficializzato che aerei da combattimento turchi hanno intercettato un caccia russo entrato dalla Siria nello spazio aereo della Turchia. L’ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, è stato convocato per recepire una “fortissima protesta” e la stessa sede diplomatica russa ha confermato “l’incidente”. Secondo Mosca si è trattato di un errore di navigazione, per la Nato è una “inaccettabile violazione”, fonti Usa parlano di un atto “probabilmente deliberato”,  lo sconfinamento di un caccia russo nello spazio aereo della Turchia ha generato tensioni diplomatiche e una serie di allarmate dichiarazioni sull’intervento russo in Siria.

Con toni molto fermi la Nato ha manifestato “profonda preoccupazione per il rafforzamento militare russo in Siria” e “specialmente per gli attacchi dell’aviazione russa su Hama, Homs e Idlib” che hanno fatto vittime civili e “non hanno preso di mira l’Isis”.

Sarebbe a una svolta la strategia dell’Italia nella guerra all’Isis. Secondo quanto anticipato oggi da un autorevole quotidiano i tornado italiani che partecipano alla coalizione occidentale contro lo Stato Islamico avranno nelle prossime ore il compito di svolgere missioni di bombardamento nelle zone dell’Iraq controllate dal Califfato. I tornado italiani saranno configurati come cacciabombardieri e non più come aerei da ricognizione.

Nessun raid della nostra aviazione sarebbe invece previsto in Siria. Il governo iracheno ha chiesto all’Italia di intervenire e di bombardare, mentre quello siriano lo ha fatto solo con la Russia. L’anticipazione arriva a poche ore dalla visita nella base di Sigonella e poi a Roma del Segretario alla Difesa Statunitense Ashton Carter.

Il ministro della Difesa tiene a sottolineare che: “ le azioni di bombardamento dei caccia italiani in Iraq sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento.