No vaccino: si torna a morire di pertosse, morbillo e difterite

giovedì, 08 ottobre 2015

Secondo la ricerca svolta dalle università tedesche di Erfurt e Aquisgrana, in collaborazione con l’americana Rutgers University l’identikit di chi non si vaccina si riassume in tre parole: pigri, calcolatori e male informati.

In Italia il calo delle coperture vaccinali è ormai drammatico e serve l’approvazione immediata da parte delle Regioni del nuovo Piano Nazionale Vaccini. Lo afferma il neopresidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Walter Ricciardi, secondo cui siamo ormai al limite della soglia di sicurezza per evitare grandi focolai di malattie infettive. “La copertura vaccinale nel nostro Paese – rileva Ricciardi – è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale. Se non si ha più la cosiddetta “immunità di gregge”, ricordano gli esperti, aumenta il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo.

”Il calo delle coperture vaccinali dice Alberto Villani, responsabile Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Bambino Gesù, è responsabile dei numerosi casi di morbillo e della presenza di malattie che potevano già essere debellate come ad esempio la pertosse, causa del decesso di alcuni lattanti. I dati pubblicati dal ministero della Salute – spiega – si riferiscono alle vaccinazioni esavalenti, da somministrarsi nel primo anno di vita, che con un’unica iniezione permettono di proteggersi da difterite, tetano, pertosse, poliomelite, epatite B e malattie come la meningite causata da Haemophilus. La copertura vaccinale insufficiente riguarda anche quella contro morbillo, rosolia e parotite. Senza le vaccinazioni ci troviamo a dover fronteggiare di nuovo queste malattie, che invece sarebbero facilmente prevenibili. Ad esempio osserviamo epidemie di pertosse, morbillo. Oltre al ritorno, in Europa, di alcune malattie che erano state debellate da molti anni, come ad esempio la poliomielite”.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicati dal Ministero della Salute, indicano un tasso di vaccinazioni al di sotto degli obiettivi minimi previsti dal precedente piano che è ‘scaduto’ nel 2014.

“Scendono – si legge – al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura dell’86%, diminuendo di oltre 4 punti percentuali”.