Nozze gay, il Tar bacchetta: Viminale e prefetto non possono annullare le trascrizioni

lunedì, 09 marzo 2015

Viminale e prefetture non possono annullare le trascrizioni sul registro civile delle nozze gay contratte all’estero: lo ha stabilito la prima sezione Ter del tribunale amministrativo del Lazio che ha così bocciato la linea dettata da Angelino Alfano.

Sono stati dunque accolti i ricorsi presentati da alcune coppie omosessuali contro il decreto della prefettura di Roma, con cui Giuseppe Pecoraro aveva annullato le trascrizioni nel registro dello stato civile fatte dal sindaco Ignazio Marino.

Il prefetto, in realtà, aveva agito in risposta alla relativa circolare del Ministro dell’Interno del 7 ottobre 2014.

Il giudice amministrativo, dopo lo studio della normativa comunitaria e nazionale e della giurisprudenza costituzionale e di legittimità, ha affermato che “l’attuale disciplina nazionale non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, matrimoni del genere non sono trascrivibili nei registri dello stato civile; tuttavia, l’annullamento di trascrizioni nel registro dello stato civile di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, può essere disposto solo dall’Autorità giudiziaria ordinaria; il Ministero dell’Interno e le Prefetture, quindi, non hanno il potere di intervenire direttamente, annullando le trascrizioni nel registro dello stato civile di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all’estero”.

Soddisfatto, naturalmente, il sindaco Ignazio Marino:  “Avevo sempre affermato, pur non essendo un esperto di giurisprudenza, che sulla base delle normative nazionali e comunitarie fosse un dovere del sindaco trascrivere un documento di un’unione avvenuta all’estero di due cittadini della mia città. Per me non è assolutamente una sorpresa, non credo ci sia stato mai un momento in cui ho mostrato un minimo dubbio sulla mia certezza” ha detto  a margine dell’assemblea del Pd Roma.

“D’altra parte sono un chirurgo – ha aggiunto – e prima di andare in sala operatoria controllo gli strumenti, infatti prima di fare le trascrizioni in Campidoglio abbiamo fatto una doverosa e diligente verifica di tutte le normative. Ho sempre ritenuto fosse un passo di civiltà importante, perché l’amore a Roma conta”. E a chi gli chiedeva se quanto avvenuto fosse una vittoria per il Campidoglio, il sindaco ha replicato: “In Campidoglio si lavora per la qualità della vita dei cittadini, quindi io penso che è un ‘business as usual'”.