Ovazione al Congresso per il Papa. “Questa è la terra dei liberi”

giovedì, 24 settembre 2015

Il Congresso degli Stati uniti, ha accolto Papa Francesco con un’ovazione che si è replicata dopo che lo Speaker John Boehner lo ha presentato. Bergoglio al suo ingresso nell’aula plenaria del Congresso, si è fermato per salutare il segretario di Stato John Kerry.

“Anche io sono un figlio di questo grande continente americano, da cui tutti noi abbiamo ricevuto tanto e verso il quale condividiamo una comune responsabilità”, queste sono le prime parole che il Papa ha pronunciato ai parlamentari statunitensi,

Papa Francesco è il primo Pontefice a tenere un discorso davanti al Congresso Usa. «Sono molto grato per il vostro invito a rivolgermi a questa Assemblea plenaria del Congresso», esordisce nel suo saluto iniziale il Papa argentino, definendo gli Stati Uniti d’America “terra dei liberi e casa dei valorosi”

Papa Francesco ha ricordato ai parlamentari del Congresso Usa che:”Il perseguimento del bene comune è il fine di ogni politica», ammonendo: «Una società politica dura nel tempo, quando si sforza come vocazione di soddisfare i bisogni comuni, stimolando la crescita di tutti i suoi membri, specialmente di quelli in situazione di maggiore vulnerabilità o rischio».

Il Pontefice ha sottolineato che “l’attività legislativa è sempre basata sulla cura delle persone: a questo siete stati invitati, chiamati e convocati da coloro che vi hanno eletto. La vostra responsabilità come membri del Congresso Usa è di permettere a questo Paese, grazie alla vostra attività legislativa, di crescere come Nazione”.

Infatti, afferma il Papa ai parlamentari statunitensi, “voi siete il volto di questo popolo, i suoi rappresentanti. Voi siete chiamati a salvaguardare e a garantire la dignità dei vostri concittadini nell’instancabile ed esigente perseguimento del bene comune”.

Il discorso di Papa Francecso che parla davanti al Congresso è rivolto “all’intero popolo degli Stati Uniti». «Alle migliaia di uomini e di donne – sottolinea Bergoglio davanti al Parlamento americano – che si sforzano quotidianamente di fare un’onesta giornata di lavoro, di portare a casa il pane quotidiano, di risparmiare qualche soldo e di costruire una vita migliore per le proprie famiglie». Per il Pontefice «sono uomini e donne che non si preoccupano semplicemente di pagare le tasse, ma, nel modo discreto che li caratterizza, sostengono la vita della società. Generano solidarietà con le loro attività e creano organizzazioni che danno una mano a chi ha più bisogno». E come sempre, il Santo Padre non manca di ricordare le persone anziane.

“Vorrei – dice- anche entrare in dialogo con le numerose persone anziane che sono un deposito di saggezza forgiata dall’esperienza e che cercano in molti modi, specialmente attraverso il lavoro volontario, di condividere le loro storie e le loro esperienze”. Ma non solo. “Desidero – continua- anche dialogare con tutti quei giovani che si impegnano per realizzare le loro grandi e nobili aspirazioni, che non sono sviati da proposte superficiali e che affrontano situazioni difficili, spesso come risultato dell’immaturità di tanti adulti”.

Combattere la violenza del terrorismo fondamentalista, ma senza rinunciare alla salvaguardia delle libertà. E’ la via che Papa Francesco indica al Congresso Usa, dicendosi “pienamente consapevole ed anche profondamente preoccupato per la inquietante odierna situazione sociale e politica del mondo: il nostro mondo è sempre più un luogo di violenti conflitti, odi e brutali atrocità, commesse perfino in nome di Dio e della religione”.

Premette il Pontefice: “Sappiamo che nessuna religione è immune da forme di inganno individuale o estremismo ideologico. Questo significa che dobbiamo essere particolarmente attenti ad ogni forma di fondamentalismo, tanto religioso come di ogni altro genere. È necessario un delicato equilibrio per combattere la violenza perpetrata nel nome di una religione, di un’ideologia o di un sistema economico, mentre si salvaguarda allo stesso tempo la libertà religiosa, la libertà intellettuale e le libertà individuali”.