Papa Francesco a Cuba: “Il mondo ha sete di pace”

domenica, 20 settembre 2015

Nel corso del volo che ha portato papa francesco a Cuba, questi ha parlato con i giornalisti presenti a bordo, ed ha sottolineato che: “Credo che oggi il mondo sia assetato di pace” ed ha aggiunto “le guerre, i migranti, l’ondata migratoria di persone che fuggono dalle guerre, che fuggono dalla morte”. Il, Papa, salutando i giornalisti in volo, in questo “che è il mio viaggio più lungo”, ha anche detto: “Vi ringrazio per quello che farete nel vostro lavoro per costruire ponti: piccoli ponti, ma un ponte dopo l’altro si costruisce la pace”. “Grazie, buon viaggio e buon lavoro – ha concluso Francesco -. E pregate per me”.

Papa Francesco, è giunto nella capitale Cubana, e al suo arrivo all’aeroporto internazionale dell’Avana, ha elencato questi valori come cardini di un futuro migliore per l’intero popolo cubano, ripetendo nel primo discorso del viaggio “l’ardente appello” che nel 1998 concluse quello di San Giovanni Paolo II, affinchè “Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e il mondo si apra a Cuba”.

Bergoglio giunto a Cuba accolto da Raul Castro,  nel suo intervento ha citato anche il padre dell’indipendenza cubana, Josè Martì, per spiegare con le sue parole che la vittoria che la Santa Sede auspica per Cuba è “sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo”. L’auspicio di Francesco è che si realizzi un superamento delle chiusure di ogni tipo che penalizzano i cubani: quelle ideologiche e di apparato che hanno a lungo caratterizzato il regime comunista, e quelle economiche (ed ugualmente ideologiche) imposte dall’esterno con l’embargo.

Lo stato caraibico, ha ricordato Papa Francesco, “è un arcipelago che si affaccia verso tutte le direzioni, con uno straordinario valore come ‘chiave’ tra nord e sud, tra est e ovest. La sua vocazione naturale – dunque – è quella di essere punto d’incontro perchè tutti i popoli si trovino in amicizia, come sognò Josè Martì, ‘oltre le strettoie degli istmi e le barriere dei mari’ .

“Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino – ha scandito il Papa – a sviluppare tutte le sue potenzialità, come prova dell’alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace e del benessere dei loro popoli, di tutta l’America, e come esempio di riconciliazione per il mondo intero”.
Bergoglio con questa visita, vuole rinsaldare “i legami di cooperazione e amicizia” tra la Santa Sede e Cuba affinchè, come ha spiegato lui stesso nel discorso rivolto a Raul Castro, “la Chiesa continui ad accompagnare ed incoraggiare il popolo cubano nelle sue speranze e nelle sue preoccupazioni, con libertà e con i mezzi e gli spazi necessari per far giungere l’annuncio del Regno fino alle periferie esistenziali della società”.

“Sentimenti di speciale considerazione e rispetto” sono stati indirizzati a Fidel Castro da Papa Francesco, come primo atto della visita iniziata oggi.

Il saluto al “lider maximo”, Bergoglio lo ha pronunciato infatti al suo arrivo a Cuba, nel discorso all’aeroporto, in riposta al benvenuto di Raul Castro, al quale ha chiesto di trasmettere “a Suo fratello Fidel” questo attestato di stima. “Vorrei inoltre – ha aggiunto – che il mio saluto giungesse in modo particolare a tutte quelle persone che, per diversi motivi, non potò incontrare e a tutti i cubani dispersi nel mondo”.

Francesco nel corso del viaggio internazionale farà 24 interventi. Particolarmente attesa la sua visita al Congresso degli Usa: sarà il primo pontefice, Francesco, a rivolgersi al Congresso degli Stati Uniti, come pure la visita alla sede Onu di New York.