Pensioni: si cerca soluzione per esodati e pensioni anticipate

lunedì, 21 settembre 2015

 

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze è cauto e mette il freno a Matteo Renzi sul piano delle riforme delle pensioni. Il Premier, spinge sulla possibilità di attuare una manovra capace di agevolare l’uscita dal mondo del lavoro di molti contribuenti sin dall’anno prossimo con misure a costo zero per lo Stato, si scontra infatti con la preoccupazione di Pier Carlo Padoan di fronte alle urgenze sui prepensionamenti che si vorrebbero già nella legge di stabilità del 2016.

E tocca al Ministro mediare fra pensioni anticipate e la volontà di tagliare TASI ed IMU sulla prima casa, senza compromettere  i conti dello Stato come ci chiede di fare L’UE ed assecondare il drastico taglio delle tasse annunciato in vari salotti televisivi dal Governo.

La risposta sull’assetto della prossima previdenza per il Ministro, comincia a costruirsi su quello che può essere realmente fattibile, ossia fino al 15% in meno per chi interrompe volontariamente prima la sua attività lavorativa, così facendo si garantirebbe la sospirata flessibilità  pur limitandone i danni economici per le casse dello Stato. Che sia o meno una soluzione o l’unica strada possibile, resta il fatto che verrebbe spalmata sui prossimi anni in modo graduale, con un incremento del 3 o 4% all’anno da qui ai prossimi quattro, lasciando ai lavoratori la scelta se, a 62 anni, procedere alla domanda di pensione con un assegno penalizzato o no.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti questa mattina è intervenuto sul tema della reintroduzione della flessibilità per l’uscita dal lavoro “Sappiamo che c’è un aspetto da risolvere legato a uno scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla legge Fornero”.

L’esecutivo intende favorire intende favorire quella occupazione sulla quale ha già puntato molto attraverso la decontribuzione per gli assunti per gli assunti con contratto a tempo indeterminato, oggi il requisito anagrafico per andare in pensione (66 anni e 3 mesi, 66 anni e 7 mesi nel 2016) blocca l’ingresso di giovani lavoratori in molte aziende. Cambiando le regole quindi si potrebbe trovare la soluzione per rimediare all’eccessivo innalzamento dell’età per andare in pensione introdotto dal governo Monti. “In questo momento stiamo valutando opzioni e punti di equilibrio assieme al ministro dell’Economia Padoan”.

Secondo le ultime notizie inoltre rimane viva l’ipotesi di un settimo decreto di salvaguardia destinata agli esodati, mentre il governo dovrà esprimersi chiaramente sulla faccenda dell’accoglibilità delle domande di opzione donna pervenute dall’inizio dell’anno. Si attende una risposta positiva da parte del governo, in mancanza della quale si andrà inevitabilmente incontro all’ennesima class action.