Presidenziali Usa: Hillary nel confronto a 5 si aggiudica il punto

mercoledì, 14 ottobre 2015

Nel dibattito di Las Vegas, il primo tra i candidati democratici alla Casa Bianca il punto se lo aggiudica Hillary .

E’ stato un arduo duello sui temi di maggiore attualità, ma i toni e e le modalità dello scontro sono stati civili, senza scorrettezze e dominato dal fair play.

E’ stato un dibattito in cui tra i 5 democratici, i protagonisti sono stati Hillary Clinton e Bernie Sanders, la Clinton che aveva più da perdere, alla fine la spunta agevolmente,  aggressiva e determinata: “Sono state le sue due ore migliori da quando si è candidata”, commenta il Washington Post.

Sanders sa tenerle testa molto bene, mostrando tutta la passione di cui è capace.

Per ÒMalley, Webb e Chafee gli altri candidati, il ruolo è stato quello di comparese.

Che la serata non sarebbe degenerata in scontro duro lo si è capito quando Anderson Cooper, anchorman della Cnn, ha chiesto ad Hillary sullo scandalo delle email: “Gli americani sono stufi di sentir parlare delle tue dannate email”, ha detto Sanders tra gli applausi anche della Clinton, che l’ha ringraziato e gli ha anche stretto la mano. “Bisogna parlare dei problemi reali”, ha tuonato Sanders.

“Stasera sono venuta qui non per parlare delle mie email, ma dei problemi della gente”, aveva reagito poco prima l’ex segretario di Stato.

A quel punto qualunque argomento che avrebbe potuto mettere Hillary in seria difficoltà è sparito dal dibattito, compreso quello della commissione sui fatti di Bengasi, dove Clinton dovrà testimoniare il 22 ottobre e che lei liquida come strumento fazioso in mano ai repubblicani del Congresso. Le cose si mettono così bene che anche il marito Bill, che segue in tv, tira un sospiro di sollievo e twitta a metà dibattito: “Quello che sta accadendo a Las Vegas dimostra che Hillary Clinton è la più qualificata candidata per diventare Potus”.

Donald Trump, sempre su Twitter si dice annoiato: “Stasera sul palco non c’è nessuna star”, commenta.

Hillary attacca guadagnandosi già nella sua introduzione la prima ovazione della serata, presentandosi come “ex first lady, ex segretario di stato, madre e nonna di una splendida bimba”. E andando immediatamente al cuore del suo messaggio: ognuno in America deve avere una chance, non solo i più ricchi che invece devono finalmente “pagare il giusto”.

Sanders non l’attacca direttamente, ma cerca di pungolarla sulla sua vicinanza con Wall Street e i poteri forti.

L’ex first lady incassa bene, e respinge le critiche di chi la descrive come “out of touch”, fuori dalla realtà: “Io non sono una che guarda ai suoi interessi personali, ma sono una progressista a cui piace che le cose vengano fatte”. Frecciata a Sanders criticato spesso per i suoi toni più populisti.

“Non voglio essere votata perchè mi chiamo Clinton – insiste Hillary – ma per quello che ho fatto in passato”.

Perchè Hillary sceglie di porsi in continuità con l’attuale presidente: “Bisogna andare oltre Obama”, sottolinea, ma fa capire che l’eredità di Barack sarà il suo punto di partenza su molte cose. “Quali le differenze con Obama? Avere una donna presidente è già una differenza”, replica quando si cerca di stuzzicarla su questo argomento. I momenti di maggiore scontro con Sanders sono la politica estera, le armi e il programma di spionaggio della Nsa.

Sulla lotta all’Isis in Siria, Hillary manda un messaggio chiaro a Mosca: “Non accetteremo mai che Putin crei il caos”. Ribadisce di sostenere la ‘no fly zonè, mentre Sanders dice no ai “pantani militari”. E se l’ex first lady dichiara guerra alla potente lobby della armi, Sanders spiega che serve una soluzione “di buon senso”, mentre afferma che da presidente cancellerebbe subito il programma di spionaggio della Nsa, lo stesso programma approvato dalla Clinton con il Patriot Act dell’era Bush e post 11 settembre.

Alla fine lei ha parlato oltre 30 minuti, tre volte di più di Chaffee. Sanders 28 minuti. Per ora, in attesa che Joe Biden decida, è una partita a due.