Rai: L’indignazione per l’invito dei Casamonica a Porta a Porta

mercoledì, 09 settembre 2015

Ha iniziato questa mattina Michele Anzaldi, chiedendosi come fosse possibile che nel salotto buono della televisione italiana, ieri sera fossero comparsi i Casamonica per la precisione Vera e Vittorino, rispettivamente figlia e nipote del capofamiglia Vittorio, quel “re di Roma” i cui funerali in pompa magna si sono tenuti nei giorni scorsi.

Anzaldi segretario della commissione di Vigilanza Rai, chiede inoltre che sulla vicenda intervenga il Cda Rai “La puntata di `Porta a porta´ sui Casamonica lascia sconcertati e configura una potenziale violazione del contratto di servizio della Rai: non si capisce come quello show possa essere considerato compatibile con il servizio pubblico. I nuovi consiglieri di amministrazione, che hanno anche conoscenze dirette della deontologia giornalistica a partire dalla presidente, si esprimano subito”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Chiederò che l’ufficio di presidenza della commissione – spiega Anzaldi in una nota – si occupi della vicenda. Si fatica a comprendere la scelta di dare una visibilità del genere ad una famiglia così discussa, tra l’altro dopo diverse settimane da quel fatto che ha gettato discredito su Roma e sull’Italia a livello internazionale. Nel giorno in cui l’attualità propone questioni di primissimo piano, come la crisi migranti nella Ue, il caso Germania-Ungheria, la situazione bellica in Siria, lascia stupefatti che venga ritirata fuori una vicenda ormai passata. È stato realizzato il sogno dei Casamonica, dargli piena visibilità sula rete ammiraglia del servizio pubblico. È inaccettabile”.

Ma non è il solo ad essere sconcertato, anzi, gli fanno eco numerosi esponenti politico e non, tutti indignati ed offesi per quell’invito formulato da Vespa ad ospitarli su un canale nazionale.

Per il Campidoglio si tratta di un oltraggio alla capitale: “È stato uno spettacolo vergognoso ed offensivo quello al quale i cittadini e le cittadine romane in primis, ma anche tutti gli italiani, hanno dovuto assistere ieri sera durante la trasmissione Porta a porta di Bruno Vespa. Vedere accomodati rappresentanti della famiglia Casamonica nel salotto buono della Tv di stato finanziata con il canone dei contribuenti, doverli sentire rivendicare proprio quei funerali che hanno indignato e offeso la nostra comunità, ascoltarli mentre stabilivano accostamenti improponibili e ignominiosi tra grandi figure della Chiesa e il loro congiunto, è stato un vero e proprio affronto per tutti coloro che sono impegnati nella battaglia contro le mafie e l’illegalità, mettendo spesso a rischio la loro stessa incolumità”. Lo dichiara in una nota il Gruppo Pd di Roma Capitale. “Chiediamo ai parlamentari eletti nel collegio di Roma e del Lazio e a quelli che siedono nella commissione di vigilanza Rai di intervenire perché sia fatta piena luce immediatamente su questa incredibile vicenda, che ha visto esponenti di una famiglia i cui intrecci e commistioni con la malavita organizzata non solo romana sono noti e di lunga data, trovare spazio sulla rete ammiraglia della tv pubblica per rappresentare le loro tesi aberranti, grottesche e provocatorie, peraltro senza la presenza di un contraddittorio che ne potesse smentire o contestare in tempo reale le mistificazioni riportate. Presenteremo, inoltre, immediatamente all’assemblea di Roma Capitale una mozione di censura di questo abuso compiuto ai danni del servizio pubblico, dell’immagine della Capitale e di tutti coloro che sono impegnati per combattere le mafie e la criminalità organizzata”

Il sindaco di Roma Ignazio Marino, afferma che: “La partecipazione a una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico Rai della famiglia Casamonica è grave. Oltre che paradossale. Ieri sera, infatti, più di un milione di spettatori hanno assistito sostanzialmente a un replay dei funerali spettacolari e mafiosi già finiti sui giornali. Se l’indecorosa messa in scena a piazza Don Bosco aveva trovato i responsabili dell’ordine pubblico impreparati e sorpresi, per un difetto di informazione, questa volta la `rappresentazione´ è stata studiata a tavolino. E dunque è senza scusanti”. Marino aggiunge: “Credo che tutto ciò non sia accettabile in un servizio pubblico, specie in considerazione della gravità del rischio mafioso che pesa sulla città e delle minacce che subiscono quanti a Roma sono impegnati in prima persona contro le mafie. Ho avuto un colloquio telefonico col presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Roberto Fico, per rappresentargli le mie preoccupazioni, che abbiamo condiviso, sul fatto che il servizio pubblico possa ospitare trasmissioni di questo tipo. Mi ha rassicurato sulla sua intenzione di procedere con atti della commissione di vigilanza per chiarire cosa sia accaduto e chi fosse a conoscenza dei contenuti di questa trasmissione”.

Di Maggio(Cor), rincara la dose e parla di oltraggio al paese: “Ieri il più importante maggiordomo del potere italiano ha ospitato sulle reti pubbliche della Rai i Casamonica. Sappiamo perfettamente qual è stata la sensibilità di questo Paese e quali sono le sensibilità istituzionali in ordine allo svolgimento dei funerali di uno degli appartenenti a questa famiglia”. Lo ha detto in apertura di seduta il senatore Salvatore Di Maggio (Cor) che ha fatto appello alla «sensibilità» del presidente Grasso e al Consiglio di Presidenza “affinché intervenga per sanare un ulteriore sfregio che credo questo Paese abbia subito ieri sera. Sono un parlamentare di questo Paese – ha aggiunto – e, quindi, non posso far finta di non aver visto. Spero di non essere l’unico parlamentare a chiedere che il Consiglio di Presidenza si attivi affinché il Senato tutto intervenga sulla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi affinché, questa volta, si possano prendere dei provvedimenti seri”.

Orfini commissario del Pd romano, parla di errore grave e aggiunge in un tweet: “PortaaPorta e Rai1 riflettano: offrire un palcoscenico ai Casamonica è stato un errore grave che nulla c’entra con il servizio pubblico”.

Mirabelli (Pd) capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia, non va per il sottile definendo i Casamonica  “mafiosi e non star della tv” .Aggiungendo: “La presenza ripetuta in queste settimane dei Casamonica nei talk show televisivi non è giustificabile. Sono inaccettabili la spettacolarizzazione delle vicende criminali e la scelta di dare una tribuna a persone riconosciute come protagoniste di fenomeni di vera e propria occupazione con metodi mafiosi di interi territori. Il rischio è di trasformare tutto in una fiction, producendo assuefazione, e di considerare normale ciò che non lo è, trasmettendo il messaggio che le mafie sono un elemento del paesaggio e non un tumore da combattere. I Casamonica sono mafiosi, non star televisive.  – aggiungendo – In questi anni i Casamonica sono stati, nonostante la loro dimensione criminale, considerati quasi un fenomeno folcloristico. Il funerale del boss ha prodotto la consapevolezza diffusa che si fosse di fronte a un vero e proprio clan insediato in alcuni territori con metodi mafiosi e che quindi come tale va combattuto e stigmatizzato. Nonostante ciò i Casamonica sono stati ospitati in diverse trasmissioni e in diverse reti e questo significa spettacolarizzare ciò che andrebbe condannato senza se e senza ma, soprattutto per il servizio pubblico. Il mondo dell’informazione deve riflettere sui rischi che si corrono dando un ulteriore strumento a chi, in questi anni, ha saputo anche condizionare pezzi di informazione locale, dimostrando capacità ed interesse nell’utilizzare i media”. “Domani in commissione Antimafia – conclude Mirabelli – chiederemo di audire al più presto i vertici del servizio pubblico e dell’ordine dei giornalisti per aprire una riflessione a partire da questa preoccupante vicenda”.

Patriarca (Pd) sostiene che: «La puntata di ieri di `Porta a Porta´ che cosa ha aggiunto a quanto sapevamo già sui Casamonica? Nulla. Nei fatti, penso che i telespettatori abbiano capito ben poco. Il programma di Vespa è uno di quelli che aiutano a formare l’opinione dei cittadini – continua Patriarca – La vicenda, invece, è stata affrontata in modo quasi folkloristico. E questo non aiuta a capire la reale portata di quanto realmente accaduto a Don Bosco”.

“Ha offesto tutti”, così si espirime in una nota Daniele Parrucci, capogruppo Centro Democratico in Campidoglio
“La trasmissione Porta a Porta di ieri ha offerto uno spettacolo inopportuno e avvilente: dare rilievo alla famiglia Casamonica, protagonista dell’evento che ha ferito l’orgoglio e l’immagine internazionale della Capitale. Uno show, pensato forse solo in nome di un aumento dell’audience, che niente ha a che fare con il diritto dei cittadini ad essere informati e il dovere di cronaca. Agli autori di Porta a Porta nemmeno la manifestazione `Antimafia capitale´ del 3 settembre scorso è servita come monito. Sarebbe stato il caso, e ci auguriamo l’abbiano fatto, di invitare in trasmissione le istituzioni offese per un reale contraddittorio. Tutto questo è sconcertante. Mi farò promotore di ogni iniziativa tesa a stigmatizzare qualsiasi forma di spettacolizzazione dell’informazione che offende la natura stessa del servizio pubblico. Un dovere verso Roma e quanti, ogni giorno, si impegnano per la legalità e per far luce in questo oscuro momento storico per la città».

E ancora per Fratoianni coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’, si tratta di “una ribalta mediatica inaccettabile”  e prosegue “Ma che diavolo di servizio pubblico è quello in cui per raccattare qualche punto in piu’ di share, si offre una ribalta mediatica ai Casamonica?. La puntata di ieri sera di Porta a porta in cui erano ospiti la figlia e il nipote del boss, rischia di riabilitare l’immagine di una famiglia che ha chiari rapporti con la malavita organizzata, mentre la Capitale di Italia ancora si vergogna per i funerali del boss Vittorio Casamonica, che ieri sera e’ stato persino paragonato a papi e santi. Pazzesco. Se questo è il nuovo corso della tv pubblica… La presidente Maggioni dovrebbe intervenire. Di certo – conclude Fratoianni – portero’ la questione in Commissione Parlamentare di Vigilanza”.

 Non poteva mancare la voce di Beppe Grillo che parla di: “Servizio pubblico paramafioso”. “La famiglia Casamonica ospitata dalla Rai nel salotto buono di Bruno Vespa per esibirsi davanti a 1.340.000 di italiani (14,54% di share) nell’apologia di Vittorio Casamonica, il boss il cui funerale ha indignato Roma, è un oltraggio a tutti gli italiani onesti»,

Il gruppo Pd in Regione Lazio chiede l’intervento della vigilanza rai per provvedimenti su Porta a Porta.
In una nota il Gruppo Pd in Consiglio Regionale afferma: “Una trasmissione vergognosa ed offensiva che ha superato il limite della decenza, offendendo i cittadini e le cittadine non solo di Roma, toccati dal fenomeno di Mafia Capitale. Il Gruppo dei Consiglieri regionali del Partito democratico chiede un intervento diretto ed urgente – anche in Commissione Vigilanza Rai – affinche’ sia fatta piena luce sull’incredibile e vergognoso teatrino mandato in onda ieri da Bruno Vespa. Risulta veramente incomprensibile come durante l’intera trasmissione non ci sia stata alcuna forma di contraddittorio e come sia stato possibile che due esponenti della famiglia Casamonica abbiano potuto avere la vetrina della TV di stato. Non e’ questo il giornalismo o l’informazione che serve per indagare il fenomeno della criminalita’ nella capitale d’Italia.Quanto andato in onda rappresenta un affronto anche per le istituzioni – Comune di Roma e Regione Lazio in primis – impegnate quotidianamente nel governo dei territori ad affermare legalita’ e trasparenza proprio in quegli ambiti trasformati dagli `invitati di Bruno Vespa´ in terra di conquista”.

Mauro Causi, vicesindaco di Roma  chiede le formali scuse da parte della Rai: “Mi auguro che qualcuno alla Rai abbia il buongusto di chiedere scusa alla città di Roma, ai romani e a tutti i cittadini”.

Il consigliere di amministrazione della Rai, Guelfo Guelfi interviene nella polemica: “Porta a Porta è normalmente in seconda serata. Le fasce protette dormono e le fasce morbose fanno l’indice d’ascolto”. “Approfondimenti. Si chiamano così. Ripassano sul caso e lo espongono. Era così con i plastici, con i corpi, con le violenze sui corpi. D’altra parte Porta a Porta è normalmente in seconda serata – scrive -. Le fasce protette dormono e le fasce morbose fanno l’indice d’ascolto. Ieri rientrando a casa saranno state le 11 e mezzo accendo la TV e infatti c’è l’approfondimento sul caso. Meno male il morto era già morto e seppellito compresi i petali che cadevano dal cielo. In studio la figlia che sosteneva: «embe’ noi facciamo sempre così, maronna mia quanto la fate lunga», e nemmeno di nascosto, esibendo pendagli, rideva, Vespa si fregava le mani. Ieri – conclude Guelfi – ho passato la giornata in Rai a Roma, ci sono così tante cose da fare”

Laura Garavini, deputata del Pd e membro della commissione Antimafia chiede a gran voce le scuse della Rai.
“La puntata di ieri di Porta a Porta con ospiti elementi della famiglia Casamonica è un pessimo episodio per la tv pubblica. Inseguire l’audience in questo modo è una scelta sbagliata, non serve alla trasmissione, non serve alla Rai e, soprattutto, non è utile ai cittadini per capire cosa succede nelle zone di Roma dove comanda la famiglia Casamonica”. Così  “Al di là delle vicende dei singoli esponenti – sottolinea Garavini – il ruolo di tanti appartenenti a quella famiglia è noto e, soprattutto, è noto il clima di timore che li circonda. Invitare alcuni di loro in studio, trattandoli con tutti i riguardi, non può che accrescere la forza intimidatrice che già tanti appartenenti al clan esercitano a Roma. Siamo sgomenti di fronte a questa scelta, la Rai non ha neppure ormai un vero rimedio se non quello di scusarsi con al città di Roma e con tutti coloro che sono impegnati ogni giorno a vario titolo a difendere la legalità”

“L’Ufficio di presidenza della Commissione parlamentare Antimafia è sovrano, ma domani proporrò di accogliere la richiesta del capogruppo del Pd di audire i vertici della Rai e dell’ordine dei giornalisti sulla partecipazione a Porta a Porta dei Casamonica – questa la dichiarazione di Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia – Una scelta inaudita che non ha giustificazioni e mortifica il ruolo della Rai. Il servizio pubblico deve informare, far conoscere e capire la realtà e non mistificarla. Siamo tutti impegnati in una difficile battaglia, in primo luogo culturale contro i tentativi di minimizzare e rimuovere la presenza capillare delle mafie in tante realtà del paese. Non si può accettare che la Rai offra un palcoscenico uno dei clan criminali della capitale”.

Voci fuori dal coro in difesa di Bruno Vespa e della sua trasmissione arrivano da Francesco Storace vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra che in un tweet che parla di ipocrisia : “Mah, tutte `ste proteste sui Casamonica a Porta a porta mi paiono ipocrite. Nei Tg e sui giornali invece si´? Si chiama informazione».

A Storace fa eco Maurizio Lupi, deputato Ncd, che parla di attacco surreale a vespa, che “fa solo il suo mestiere”.”L’attacco a Bruno Vespa per aver invitato in trasmissione una rappresentante della famiglia Casamonica è surreale. Bruno Vespa ha semplicemente applicato, da professionista qual è, la vecchia regola del giornalismo: sentire tutte le campane. Quella stessa regola che vediamo spesso disattesa sui nostri media. E chi doveva chiamare  per sapere come hanno vissuto quel funerale le centinaia di persone che vi hanno partecipato, diciamo così, `dalla parte del morto´? O l’appartenere a una certa famiglia esclude la libertà di parola?”. Lupi ricorda che “abbiamo visto in televisione mafiosi, figli di mafiosi eccellenti, incoronati dell’aura di pentito, intervistati in ginocchio e ascoltati come oracoli, sebbene su di loro pendessero forti sospetti, poi puntualmente verificati nella loro fondatezza”.

“Da giornalista dico che la scelta di Vespa è stata legittima. Il caso Casamonica ha colpito l’opinione pubblica del Paese e sentire il parere di chi ne è stato causa mi è sembrato, dal punto di vista giornalistico, abbastanza corretto”. Lo afferma  il consigliere d’amministrazione della Rai, Arturo Diaconale, a proposito della puntata di ieri sera di Porta a Porta che ha visto la partecipazione della figlia e del nipote di Vittorio Casamonica. Diaconale tiene a sottolineare “da consigliere Rai” che il “servizio pubblico non può essere espressione di una morale politicamente corretta, altrimenti facciamo il servizio pubblico dell’Albania comunista. Trovo legittimo – ribadisce – che ci siano opinioni discordanti, è la legge dell’informazione che non può seguire ciò che si vuole ma la realtà dei fatti. Poi in una società democratica anche il reprobo ha diritto di parola, altrimenti siamo in una società autoritaria da stato etico cui un servizio pubblico non può obbedire”. Il consigliere d’amministrazione parla di «polemica strumentale» e ricorda che “la comunità cui appartiene la famiglia Casamonica, quella dei sinti, è arrivata a Roma negli anni ’70 ed è stata sorretta e aiutata dalle strutture pubbliche perché considerata un’etnia da proteggere. Con i suoi riti e i suoi metodi che purtroppo comprendono anche l’illegalità. Solo oggi scopriamo lo scandalo? A questo punto – conclude Diaconale – mi farebbe piacere che il sindaco Marino ci raccontasse quanti e quali aiuti sono stati dati negli anni a questa comunità”.

D’obbligo i ringraziamenti della famiglia Casamonica: “Voglio ringraziare la Rai e Bruno Vespa, che ci hanno dato la possibilità di smentire tutte le calunnie su di noi e dimostrare che siamo persone oneste”. così Vittorio Casamonica jr, nipote e omonimo dell’anziano capofamiglia presente ieri in trasmissione. “La redazione di ‘Porta a Porta’ – spiega il giovane Casamonica – ci ha invitato giorni fa per darci modo di dire le cose come stanno, e siamo andati volentieri. Su mio nonno hanno detto tante bugie, tante calunnie, ma non era un boss, era una persona normale”. Quanto a lui, Vittorino Casamonica è lapidario: “L’unico mio interesse è la musica, e l’unico territorio che controllo è il salotto di casa mia, e il pianoforte che suono. Purtroppo con il mio cognome ho difficoltà a trovare ingaggi, mi discriminano”. Infine, il rampollo della dinastia smentisce di avere ricevuto soldi per la sua partecipazione al programma: “Assolutamente niente, non ci hanno dato neanche un gettone di presenza, anche queste sono tutte calunnie”.

In una tota a tutto questo risponde Bruno Vespa che lapidario dice: “Non dico una parola su questa storia” ma dopo le accese polemiche, Porta a Porta prova a porre rimedio ed è stata annuncia per questa sera l’apertura della trasmissione con un dialogo tra il conduttore e Alfonso Sabella, ex magistrato e assessore alla legalità del Comune di Roma.