Renzi: bombardare Siria non serve. Trattato Dublino è finito

mercoledì, 14 ottobre 2015

“A distanza di sei mesi dal Consiglio Ue straordinario dell’aprile 2015, possiamo dire con chiarezza che l’Italia aveva ragione, il resto d’Europa no. Non sto dicendo che solo il governo, o che il presidente del consiglio avessero ragione. Oggi assistiamo all’assunzione di un principio. Un principio che dovrà essere definito, ma un principio chiaro: Dublino è finito”. Ha esordito così  il premier Matteo Renzi intervenendo alla Camera per le comunicazioni alle Camere che precedono il Consiglio Ue in programma giovedì e venerdì a Bruxelles.

Ed ha proseguito: “Gli hotspot hanno senso solo se collegati a un sistema europeo di rimpatri e a uno di asilo. I primi 19 ragazzi eritrei che hanno lasciato Lampedusa sono l’inizio di ungrande progetto politico, quello di un valore condiviso europeo sull’immigrazione. L’Ue non è solo una serie di numeri affastellati dentro complicati documenti che leggono solo gli addetti ai lavori”

“Il mediterraneo è il cuore dei prossimi decenni. Con quanta gioia abbiamo accolto il premio Nobel a quattro soggetti della società civile tunisina impegnati nel cammino della democrazia” ha poi sottolineato il premier.

“Se qualcuno si alza e dice ‘bombardiamo la Siria’, auguri e in bocca al lupo. Ma non risolverà il problema. Sono quelli che hanno isolato la Russia e ora immaginano di appaltare la questione siriana alla Russia e ai suoi alleati. Noi il 6 marzo dello scorso anno andammo a Mosca proprio con questo obiettivo, evitare l’isolamento della Russia” ha detto Renzi.

Ha inoltre risposto alle polemiche che ha definito stravaganti:”Qualcuno dice ‘vi tengono fuori dal formato 5+1’. Sì, perché qualche Governo qualche anno fa, forse per scelta, è stato tenuto fuori dal formato sulla discussione iraniana. Penso che fu un errore allora e oggi recuperare non è semplice e immediato. Il nostro obiettivo è stare dentro tutti i formati importanti” ha sottolineato Renzi parlando della situazione iraniana.