Riforme: Bersani frena l’accordo e il Pd traballa.

domenica, 20 settembre 2015

Ieri sembrava che tutto filasse liscio come l’olio all’interno del Pd e l’intesa sulle riforme sembrava vicina all’essere siglata, oggi la mediazione si è fermata.

A far discutere e a suscitare reazione dei vertici del partito sono le parole dell’ex segretario Pd, Pierluigi Bersani, che non solo ribadisce che l’accordo si raggiunge solo sul Senato elettivo, ma rilancia la necessità che si riveda la proporzione dei numeri dei parlamentari tra Camera e Senato.

“Le ultime affermazioni di Bersani sono sinceramente incomprensibili e portano a una situazione di inutile divaricazione”, afferma la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani, secondo la quale “alzare continuamente la posta potra’ essere una tattica accettabile a poker, ma sconcertante quando si parla di un tema serissimo come le riforme istituzionali. E’ stato dimostrato che la volontà di dialogare c’era e c’è, ma non può essere solo da una parte. Rompere l’intesa non ha senso e fino all’ultimo – conclude Serracchiani – spero che Bersani non vorrà accollarsi il peso di questa responsabilità”.

Duro Marcucci: “I veti non possono far parte di un accordo”a cui fa eco Matteo Orfini: “Non bisogna ritornare indietro di giorni: siamo vicini a una soluzione, c’e’ bisogno di buon senso e non di radicalizzazione. Credo che chi ha avuto un ruolo importante nella direzione del partito sa quanto e’ importante l’unita’ e dovrebbe non chiedere che la posizione della minoranza diventi la posizione del Pd. Dovrebbe invece aiutarci a costruire una soluzione, che è vicinissima”.
Ma è Maria Elena Boschi ad essere categorica: “no ai veti, discutiamo ma che questa discussione non sia la tentazione di ricominciare da capo, perchè così ci infileremmo nell’immobilismo all’italiana”.

La direzione Pd di lunedì, che sembrava profilarsi come un appuntamento in cui sancire l’intesa interna, rischia di ritrasformarsi in una resa dei conti tra minoranza e maggioranza.

Tanto che Roberto Giachetti torna ad invocare le urne: “Questa riforma Bersani l’ha votata cosi’ come e’ adesso. Se poi ora ha cambiato idea, ok. Ma l’impressione è che in realtà una parte della minoranza del Pd voglia rompere a prescindere. L’obiettivo non è pù il listino o la doppia conforme, ma far saltare le riforme. Siamo ormai agli ultimatum della minoranza. Caro Matteo, te lo dico da un anno: con questi non farai mai la riforma. Ci porti a votare?”.
La sinistra del Pd, dal suo canto, non arretra: “nessun compromesso al ribasso”, avverte Roberto Speranza, “noi restiamo fermi su posizioni di merito: cento senatori debbono essere eletti direttamente dai cittadini. Non ci possono essere ambiguita’”.

Le distanze tra le posizioni, quindi tornano ad essere enormi: la maggioranza accusa la sinistra dem di volere la spaccatura: “Mi pare di capire che Bersani si stia prendendo una bella responsabilita’, quella di chiudere sull’accordo sulle riforme”, dice Walter Verini. Tenta di gettare acqua sul fuoco il vicesegretario Lorenzo Guerini, che interpellato sulle parole di Bersani, se secondo lui sono un tentativo di rimettere in discussione tutto, replica: “Spero proprio che non sia cosi'”