Riforme costituzionali, via libera dalla Camera. Renzi: “Paese più semplice e giusto”

Palazzo Madama

martedì, 10 marzo 2015

Primo passo importante verso il via libero definitivo al pacchetto di riforme costituzionali. La Camera dei deputati ha approvato questa mattina il disegno di legge sul nuovo Senato con 357 sì e 125 no. Il testo ora torna a Palazzo Madama in terza lettura.

“Abbiamo messo un altro tassello” ha commentato soddisfatta il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, al termine della votazione del ddl che modifica il bicameralismo perfetto. Boschi ha poi ringraziato tutti i deputati “per il grande lavoro fatto” e invitato tutti a mettersi ora a lavoro su “scuola, P.A., fisco”. Su Twitter, il premier Matteo Renzi ha parlato di un Paese che ora è “più semplice e giusto”.

Il provvedimento, va detto, non è stato affatto votato in un clima sereno.  Forza Italia ha votato no alle riforme ma 17 deputati hanno sottoscritto un documento in cui si esprimono forti critiche alle linea di Silvio Berlusconi. “Voteremo contro non per disciplina di gruppo ma per affetto e lealtà nei tuoi confronti”. A firmare il testo: Massimo Parisi, Luca D’Alessandro, Daniela Santanchè, Laura Ravetto, Monica Faenzi, Ignazio Abrigani, Luca Squeri, Basilio Catanoso, Antonio Marotta, Giovanni Mottola, Giuseppe Romele, Marco Martinelli, Carlo Sarro, Gregorio Fontana, Giorgio Lainati e Paolo Russo.

“Di fronte alla notizia che Renzi non ha la maggioranza in Parlamento – ha detto Renato Brunetta – guardo con tolleranza queste sensibilità diverse” emerse in FI, che sono “ingiustificabili” dopo un “anno sofferto di Patto del Nazareno”.

Come preannunciato, invece, il M5S è uscito dall’Aula al momento del voto. “E’ davvero doloroso per me essere qui oggi ma lo faccio con l’orgoglio di chi ha il compito di testimoniare la contrarietà al tentativo di rovinare la Costituzione imposto con metodi fascisti”. Ha detto in Aula il deputato M5S Danilo Toninelli, unico presente del suo gruppo per fare la dichiarazione di voto intervenendo durante le dichiarazioni di voto sul ddl riforme.

La minoranza Dem invece ha criticati  contenuto e metodo utilizzato sulla riforme. “Il Patto del Nazareno – ha detto Pier Luigi Bersani – non c’è più, non si dica che non si tocca niente. O si modifica in modo sensato l’Italicum o io non voto più sì sulla legge elettorale e di conseguenza sulle riforme perchè il combinato disposto crea una situazione insostenibile per la democrazia”.

“Oggi – ha detto ancora Bersani in Transatlantico – tanti deputati hanno dato un’ulteriore prova di responsabilità confidando sulla possibilità di migliorare la legge perchè per noi doveva rimanere aperta la discussione sull’art.2 sulla composizione del Senato. Si è detto che se no il patto del Nazareno implodeva e quindi si è blindato il testo ma noi pensiamo che su questo punto si debba tornare”.