Riforme: Respinte le pregiudiziali. Si media su elettività senatori

venerdì, 18 settembre 2015

L’Aula del Senato ha respinto le questioni pregiudiziali – presentate da M5S, FI, Sel e Lega – al ddl di riforma costituzionale, che limita i poteri di palazzo Madama e riduce il numeri dei componenti a 100 non elettivi.

Riprenderanno questa mattina i lavori, con una seduta dedicata alla discussione generale, per poi riprendere martedì prossimo e concludersi mercoledì quando scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti.

Ma la partita si gioca tutta intorno all’articolo 2 del ddl e sulla decisione che adotterà il presidente del Senato Pietro Grasso.

“Se Grasso riaprirà la questione dell’articolo 2 – ha spiegato il premier – ascolteremo le motivazioni e decideremo di conseguenza. Credo sia importante dire in modo molto preciso di cosa stiamo parlando, perché io mi immagino un cittadino dall’altra parte dello schermo, e l’interesse che può avere per le tecnicalità. La tecnicalità è molto importante per tutti noi, ma non è così importante. Con il nuovo Senato, ci saranno meno politici e aumenterà il livello della politica”. Renzi ha poi risposto così a chi ha affermato che la maggioranza stia andando troppo veloce: “Questa riforma è attesa da 70 anni. Adesso ci siamo, finalmente. Abbiamo presentato la riforma nel marzo 2014. Se sei mesi di lettura vi sembra andare di fretta, perdonatemi”. Renzi ha poi ribadito che “nel 2016 in Italia ci sarà un referendum importate sulla riforma costituzionale. I cittadini potranno decidere sul lavoro dei parlamentari, ci sarà uno spazio per decidere”.

Anche Grasso, è intervenuto sulle riforme affermando che questi sono giorni “convulsi e i prossimi temo saranno anche peggio”. E ha avvertito: “Coltivo la remota speranza che la politica, chiamata proprio in queste ore a compiere scelte fondamentali per il futuro istituzionale del nostro Paese, possa far sua questa capacità di fare del confronto leale e della comprensione reciproca la modalità principale della sua azione, piuttosto che far trapelare la prospettiva che si possa addirittura fare a meno delle Istituzioni relegandole in un museo”.

La minoranza Pd, non ha fatto alcuna retromarcia e ha ribadito la presentazione in Aula dei 17 emendamenti, compresi quindi anche quella sull’elezione diretta dei senatori, che aveva depositato in commissione Affari Costituzionali.

La direzione dem convocata per lunedì prossimo da Renzi diventa quindi un momento fondamentale di confronto-scontro all’interno del partito.

Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha ribadito comunque di non essere “per nulla in ansia ” per i numeri. “Ha vinto l’Italia – ha sostenuto – e non c’è nessun rischio. Se avessimo avuto paura avremmo cercato di fare melina, invece di chiedere una accelerazione sui tempi per andare direttamente in Aula”.

Le opposizioni proseguono nella loro battaglia contro la riforma. E se per il senatore della Lega Roberto Calderoli si sta “creando il presupposto per un ritorno del fascismo”, il M5S ha deciso di abbandonare a tempo indefinito la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama perché, spiegano i senatori pentastellati, “è stata commissariata ed esautorata dal Governo per la seconda volta in pochi mesi”. .