Roma: Non c’è pace per Marino. Smentito anche dal ristoratore

mercoledì, 07 ottobre 2015

Proseguono le polemiche sul sindaco di Roma Ignazio Marino, questa volta per le spese considerate dai più inappropriate se fatte con soldi pubblici . E nel giorno in cui la Procura apre un’inchiesta sulle spese di rappresentanza del sindaco, iniziano ad emergere nuovi particolari: tra le cene istituzionali  ne risulta una,  pagata a Torino il 4 maggio 2015 dal sindaco a don Damiano Modena, autore del libro “Carlo Maria Martini: il silenzio della parola”.

Il 4 maggio scorso c’è stata  una presentazione del libro ad Alessandria a cui viene invitato il sindaco Marino, amico del cardinal Martini. La presentazione si svolge in piazza De André, dalle 19 alle 22.30, con una ‘pausa buffet’ alle 20.30. Secondo le note spese presentate dal sindaco, quella sera lui e don Damiano chiudono la serata trasferendosi  a Torino, al ristorante ‘Tre Galli’. La cena però viene smentita dallo stesso don Modena che racconta al Corriere: “ricordo la presentazione del libro. Ma non ricordo la cena con Marino” – e aggiunge: “sicuramente io sono rimasto ad Alessandria quella sera, ho dormito lì da amici”.

Eppoi c’è la cena del l’8 novembre 2013, dopo un’altra presentazione ai Musei Capitolini, al ristorante ‘Archimede’. Anche in questo caso arriva la smentita: “Non so nemmeno se mi sono fermato a Roma la sera. Ma sa, è passato molto tempo…”.

E che dire dopo la versione del proprietario del ristorante ‘Antico Girarrosto’ secondo cui il 26 dicembre 2013 “Marino era con la famiglia” e non con un gruppo di giornalisti e dopo la smentita-bis della Comunità di Sant’Egidio sulla cena del 26 ottobre 2013 a ristorante ‘Sapore di mare’, alla quale:  “non è stato invitato né ha partecipato alcun responsabile di Sant’Egidio. Anche nei due anni successivi, fino ad oggi, non sono mai stati offerti pranzi o cene, a spese del sindaco Marino, a responsabili di Sant’Egidio”.

E ancora su un quotidiano viene pubblicata l’intervista a Maurizio, uno dei titolari della ‘Taverna degli amici’ a piazza Margana, dove Marino avrebbe cenato il 27 luglio 2013. Maurizio afferma che Marino quella sera non avrebbe cenato con un rappresentante della World Health Organization: “Era con la moglie, come no… Marino è venuto qui una sola volta. Il proprietario del locale ricorda anche l’etichetta del bianco che ha servito al primo cittadino: “Mi ricordo pure quello che ha preso. Il vino mi ricordo. Una bottiglia da 55 euro. Era uno Jermann vintage tunina”. Maurizio non ricorda cosa ha ordinato Marino quella sera, ma la bottiglia di vino gli è rimasta impressa: “perché quella non è una bottiglia da tutti. Non si bevono tutti un vino da più di 50 euro. Infatti l’ho detto prima della ricevuta”

Secondo il Campidoglio però  l’apertura dell’inchiesta è un atto dovuto, anche se ieri il commissario romano del PD Matteo Orfini si è precipitato a Palazzo Senatorio per un vertice con il sindaco. E al Nazareno, ormai, tutti si preparano al peggio: Marino potrebbe lasciare addirittura prima del Giubileo.
E come da copione i 5Stelle chiedono a gran voce le dimissioni di Marino: “Dopo l’apertura del fascicolo da parte della Procura sulle spese del sindaco e le smentite da parte del ristoratore sulle sue dichiarazioni scritte, invitiamo Marino a dimettersi”. Lo riferisce il gruppo del M5S al Comune di Roma che in una nota sottolineano “non lo riteniamo degno di ricoprire la carica di sindaco della città di Roma. Invitiamo l’Istituzione Capitolina a non assumere più iniziative, né a diramare comunicati a difesa di Ignazio Marino”.