Roma: solo lunedì formalizzazione delle dimissioni di Marino.

sabato, 10 ottobre 2015

Le dimissioni saranno formalizzate solo lunedì e comincerà così il conto alla rovescia e nel frattempo nei palazzi della politica cresce il timore per le possibili “rivelazioni” che ‘l’ormai ex sindaco potrebbe fare prima di lasciare la scena politica.

Marco Causi, assessore al Bilancio, ha annunciato che le dimissioni di Marino, fossero arrivate protocollate, ma subito dopo la smentita da parte della presidente d’Aula.

Sel, che pure è uscita dalla giunta, sembra quasi faccia un passo indietro e abbia un ripensamento, “vogliamo portare avanti il programma”, dice a sorpresa il capogruppo Perciola, ma Cento (Sel) ridimensiona l’apertura del collega di partito e arriva la nota del Campidoglio: Marino formalizzerà lunedì 12 le dimissioni. Dunque salvo possibili colpi di scena Marino non sarà più sindaco a partire dal 2 novembre.

L’ormai ex primo cittadino stasera sarà ospite di Fabio Fazio, e qualcuno pare si stia preoccupando.

Come se non bastasse in mezzo al marasma generale, arriva l’Osservatore Romano: “Ora la Capitale, a meno di due mesi dall’inizio del Giubileo, ha la certezza solo delle proprie macerie”.

Matteo Renzi questa mattina dice la sua nella rubrica che tiene sull’Unità oggi in edicola. “Credo che al punto in cui eravamo non ci fossero più alternative, Marino ha fatto bene a dimettersi, adesso chi vuole bene a Roma la smetta con le polemiche, come governo faremo tutto il possibile perchè il Giubileo sia un successocome l’Expo”.

In casa Pd tira aria di tempesta, e sono in molti a volere la testa di Orfini, il presidente del Pd, commissario a Roma, che fino all’ultimo ha cercato di salvare Marino, ieri ‘è stato un incontro Renzi/Orfini e il segretario premier ha zittito chi vuole aprire la resa dei conti nel partito. Ora c’è da gestire il Giubileo e c’è da trovare un commissario che riporti la Capitale al decoro nei trasporti e nella pulizia. Dobbiamo rialzarci ha detto il premier a Orfini. Quanto al M5S non pensino «di aver già vinto la battaglia» avverte.

Palazzo Chigi inoltre smentisce di non voler celebrare le primarie per scegliere il candidato del Pd, “Le primarie saranno inevitabili, non possono bastare decisioni calate dall’alto”, dice Roberto Speranza.

“Non è questo il momento del toto-nomi”, ora la priorità per il Pd è recuperare con la città un rapporto di fiducia, ribatte indirettamente Orfini. Quando sarà il momento del voto, a maggio come invocano tutte le opposizioni o più in là, i democratici devono puntare su un nome di assoluto prestigio. Nei corridoi romani circola di tutto e di più.Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Marianna Madia. Sempre che Franco Gabrielli, il prefetto che gestirà il Giubileo, non decida di candidarsi. In ogni caso il governo, conferma il sottosegretario De Vincenti, ha sbloccato 30 milioni di fondi per le opere.

Quanto al dopo Marino c’è tempo. I primi sondaggi del tutto informali fatti in queste ore convulse del resto si sono conclusi con una serie di risposte del tipo “sarei molto lusingato ma…”. Hanno declinato l’offerta Giovanni Malagò e Gabrielli. E anche Raffaele Cantone, capo dell’Anticorruzione, non sembra affatto interessato.

Anche il centrodestra appare diviso. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, è pronta a scendere in campo e ha già avuto il sostegno di Matteo Salvini al quale però non dispiacerebbe neanche Alfio Marchini che a Roma ha già avuto un certo consenso con una sua lista civica. Ma Silvio Berlusconi frena. “Ci vuole un candidato unitario di tutto il centrodestra”.

Del resto la vera sfida a Roma sarà con il M5S. I sondaggi dicono che se si votasse oggi sarebbero i grillini a governare la città. Molto dipenderà anche dalla scelta del candidato.

Alessandro Di Battista, del direttorio, ha nuovamente smentito di volersi candidare sottolineando che per il M5S non contano i nomi ma le idee. E lo stesso ha dichiarato Roberta Lombardi: “Ne sarei molto onorata ma non posso”.