#romasonoio l’amore di Gassman per Roma, ma non tutti accolgono il suo grido.

mercoledì, 29 luglio 2015

Armiamoci di scopa e paletta e puliamo Roma per dare un esempio a chi ci governa, questo il messaggio lanciato qualche giorno fa da Alessandro Gassman, #Romasonoio è l’hastag con cui ha lanciato su twitter la campagna per ripulire la città di Roma, dal degrado che la attanaglia ormai da mesi.
Gassman invita i cittadini ad “armarsi di paletta e scopa e , raccoglitore e busta per la mondezza e ripulire ognuno il proprio angoletto della città. Daremmo un esempio di civiltà a chi ci governa e a chi ci insulta, ne saremmo fieri ed obbligheremmo l’amministrazione a reagire. Basta lamentarci, facciamolo”.

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La storia di Roma e del suo degrado ormai è vecchia e conosciuta purtroppo da tutto il mondo, e ci mancava solo il New York Times a renderla ancora più visibile oltre i confini nazionali con un articolo ad hoc e immagini che non lasciano nulla alla fantasia al contrario inchiodano un’amministrazione incapace di gestire una città

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In molti hanno accolto la proposta, sottoscrivendola tra questi Gigi Proietti: “Sono molto addolorato e non mi va di scherzare, contrariamente a quanto faccio di solito, ma a Roma non c’è solo la pulizia delle strade che non funziona…”.Proietti sottolinea che “non c’è un solo settore che funzioni bene, dai trasporti alla pulizia delle strade. E’ un momento molto doloroso e è il risultato di qualcosa che si è succeduto negli anni. Forse noi romani avremmo dovuto presagirlo, ma la verità è che Roma non è molto amata, né dai romani né dai turisti. E invece è una straordinaria capitale e meriterebbe di essere amata di più”.

“Non so come andrà a finire, ma vedo che anche in altri posti, come ad esempio a Pompei, i turisti restano fuori per assemblee sindacali. Tutti hanno le loro ragioni – conclude Proietti – e tutti vanno giustamente ascoltati. Ma forse ci si parla poco…”.
Gli fa eco Pingitore: “In tanti anni che vivo a Roma non ho mai visto la città così fetente com’è adesso. Per questo, ben vengano iniziative come quella di Alessandro Gassman, meritorie ma che mostrano l’abbisso di degrado nel quale siamo precipitati. Se si devono prendere scopa e paletta, vuol dire che la situazione è senza speranza. Non si può sopportare oltre, abbiamo le carrozze della metro che camminano con le porte aperte, i cassonetti rovesciati, le strade e i marciapiede luridi.

Vivo a Roma da tantissimi anni e non ho mai visto un simile degrado”, prosegue Pingitore, puntando il dito anche contro la storica mancanza di educazione civica dei romani: “L’abbiamo avuta sempre, anche se non si è mai raggiunto un simile livello”. “Se avessimo una città pulita – sottolinea l’autore e regista – nessuno butterebbe le cartacce per terra, ma se tutto è sporco e fa schifo, chi ha già l’attitudine a sporcare, la vede incoraggiata. Oggi ci sono ragazzi di dieci-dodici anni che non hanno mai visto Roma pulita, come invece l’abbiamo vista noi dall’alto di qualche primavera in più. Allora mi chiedo perché questi ragazzi non dovrebbero gettare una carta per terra. L’esempio – conclude – purtroppo è sempre negativo”.
Si schiera con Gassman anche Carlo Verdone che in una nota consegnata ad un settimanale, supporta l’iniziativa del collega: “Roma è una città in decomposizione – attacca Verdone – L’iniziativa di Alessandro Gassmann è un giusto grido d’allarme e spero che serva a scuotere le istituzioni: è un bene che i cittadini facciano la loro parte, che rinasca un minimo di educazione civica, di dignità, ed è anche un buon esempio per i giovani“.

Anche il sindaco Ignazio Marino ha commentato la proposta: “Apprezzo molto l’iniziativa lanciata da Alessandro Gassmann – ha scritto su Facebook – è importante il contributo di tutti, cittadini e istituzioni: insieme dobbiamo amare Roma e rispettarla a partire dai piccoli, grandi, gesti quotidiani.

Massimo Wertmuller, doppiatore e regista intervenuto in una trasmissione per commentare la campagna lanciata da Alessandro Gassmann #Romasonoio, ha affermato “Alessandro è uno dei pochi colleghi che partecipano alla vita della comunità, altri stanno attenti solo a quel che vogliono oppure guardano da un’altra parte. Alessandro invece partecipa attivamente. Questa sua idea la condivido solo se siamo di fronte a una provocazione accettabile e intelligente. “L’idea che sia io a dover curare il giardino pubblico, a portare via l’immondizia dalle strade, trovo che sia una provocazione, utile a rilanciare il tema ma non è giusto dal punto di vista politico
“Roma così brutta io non l’ho mai vista, questa è responsabilità al 90% della classe dirigente e al 10% dei romani, perché diciamo la verità noi romani non brilliamo sempre per senso civico. Però non credo si possa risolvere il problema con la proposta fatta dall’amico Alessandro”.

Chi invece boccia senza appello l’iniziativa di Alessandro Gassman è Asor Rosa storico e critico letterario che replica così all’attore: “ Ha lanciato la sua proposta su Twitter dall’Uruguay. Cominci a pulire le strade di Montevideo”.
Nel corso di un’intervista rilasciata questa mattina l’autorevole letterato tiene a precisare alcuni aspetti del suo intervento e delle sue dichiarazioni:
“Prima di cominciare l’intervista, dobbiamo fare una premessa: io adoro Roma e quando se ne parla male, per qualsiasi motivo e sia pure con fondatezza, reagisco con un certo nervosismo…”.

“Quindi mi permetto di suggerire al New York Times , così appassionato ai problemi della Capitale d’Italia, di inviare i suoi giornalisti a Fontana di Trevi, al Colosseo e anche sotto casa mia, a Borgo Pio, a pochi metri da Piazza San Pietro, per verificare un’altra forma di degrado: quella procurata dai turisti americani… che… mezzi nudi, con le infradito, mangiano stravaccati e lasciano cumuli di sporcizie d’ogni genere...”.

E prosegue: “Fatta la necessaria premessa, andiamo avanti e diciamo subito che la notizia non è il degrado di Roma, ma che il degrado venga scoperto e denunciato. Perché no, dico: qualsiasi romano sa perfettamente che Roma vive in condizioni tragiche da molto tempo e che la deriva è cominciata con la catastrofica esperienza della giunta guidata da Gianni Alemanno. I cassonetti colmi di rifiuti che nessuno raccoglie, i bus luridi che non passano mai, l’anarchia totale della burocrazia… tutto era sotto gli occhi di tutti ma nessuno, per anni, ha osato dire qualcosa. La politica nazionale ha taciuto finché non sono stati resi pubblici i faldoni dell’inchiesta denominata Mafia Capitale”.

Anche tra i social, vi sono punti di vista contrastanti, tra chi si è munito di paletta e scopa, c’è anche chi con sfotto critica platealmente l’attore.
Non a tutti i romani è piaciuto l’invito #romasonoio e manifestano la loro insofferenza per ogni richiesta di aiuto ad una amministrazione che già chiede tanto, troppo.