Sanità: 208 esami “inutili”. Sanzioni a medici che li prescrivono

mercoledì, 23 settembre 2015

Il Ministero della salute, ha definito quali sono gli esami considerati “inappropriati” e che saranno “tagliati”.

Il Ministro Beatrice Lorenzin si accinge infatti a effettuare un significativo taglio dei costi, nello specifico si tratta di 208 prestazioni sanitarie che  e i suoi collaboratori non ritengono “necessari”.

tra gli esami “inappropriati” ci sono alcuni esami di laboratorio, alcuni test test genetici, per arrivare alle risonanze magnetiche, ma la lista è molto lunga ed è stata  presentata ai sindacati dei medici, che entro due giorni dovranno fare le loro osservazioni. Poi il testo verrà vagliato dal Consiglio Superiore della Sanità per la sua approvazione definitiva: se ciò avverrà i cittadini dovranno dire addio a una serie di prestazioni sanitarie, mentre il Governo in cambio riuscirà a tagliare quelli che sono considerati “sprechi”, riducendo di 7 miliardi di euro la spesa sanitaria entro il 2017.
La Lorenzin ritiene che la maggior parte dei risparmi deriverà dal taglio delle risonanze magnetiche: tale esame alla colonna vertebrale potrà essere prescritto gratuitamente solo se il dolore persiste da oltre un mese o in caso di frattura. Qualora non emergano patologie, non sarà possibile ripetere immediatamente l’esame a carico del servizio sanitario nazionale, ma sarà necessario attendere un anno, o effettuare la prestazione a pagamento.

“Il punto debole del decreto ministeriale della Lorenzin – secondo Domenico Iscaro, presidente nazionale dell’ associazione dei dirigenti medici, Anaao Assomed – è che mette in moto un meccanismo, quello sanzionatorio rispetto alle prescrizioni cosiddette inappropriate, che oltre a spaventare il medico e farlo lavorare male, creano un danno al malato che vedendosi negare la Tac o l’esame rinuncerà a curarsi del tutto o andrà nel privato; così salta il delicato e fondamentale rapporto paziente-medico”. Ma soprattutto, secondo Iscaro, si “rischia di fare una grande confusione e trasferire sulla spalle dei pazienti più deboli il peso di alcune scelte”.

Secondo  Massimo Cozza, segretario Fp Cgil medici l’intervento della Lorenzin “si traduce nei fatti in un altro taglio alla sanità”. “E’ giusto avere linee guida e criteri contro l’inappropriatezza prescrittiva ma non si può procedere con diktat e liste di prescrizione, che rischiano di minare il rapporto di fiducia fra il medico e il cittadino. L’anamnesi è un atto medico complesso che non si può racchiudere in una griglia di criteri”.