Scuola: partite 16mila mail per i docenti precari . “Ci saranno 100.000 posti in più”. Sindacati : “meccanismo ricattatorio”

Lavoro precario

mercoledì, 02 settembre 2015

A mezzanotte e un minuto, gli insegnanti precari, attraverso una email del Ministero dell’istruzione,  hanno saputo  se sono stati assunti e quale sia la loro destinazione.

Si tratta di circa 60 mila docenti precari coinvolti nella fase B del piano di immissioni in ruolo della riforma della Buona scuola e relativa collocazione sui futuri albi territoriali gestiti dai presidi, spiega l’Anief in una nota, ma saranno solo 16 mila (in realtà 10 mila, uno ogni sei) a ricevere la proposta di assunzione attraverso il sistema informativo del Miur.

Gli insegnanti avranno circa 10 giorni cioè sino all’11 settembre per decidere, il Miur sottolinea che “chi rinuncia alla nomina è automaticamente escluso dalle fasi successive ed è cancellato da tutte le graduatorie in cui è iscritto”.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “saranno migliaia i docenti che verranno collocati online in province inaspettatamente lontane. E che chiederanno spiegazioni ai giudici, con il nostro patrocinio”.

Secondo il sindacato si tratta di “un meccanismo ricattatorio. Chi ha creato questo cervellotico meccanismo – che porterà all’assunzione di 1 docente su 5 che ha presentato domanda lontano dalla sua provincia, non 1 su 10 come va dicendo il ministro Giannini – ha messo su un vero ricatto: chi non accetta è fuori delle graduatorie. Anche se abita a Caltanissetta e la ‘ruota della fortuna’ lo ha spedito a Cuneo. E quel posto perso si trasformerà pure in supplenza annuale, alimentando ancora precariato”: denuncia il sindacato.

 

Il Miur ha infatti riattivato il meccanismo, già pluribocciato dai giudici, delle collocazioni in “coda”: solo la prima provincia di preferenza del precario aspirante al ruolo viene considerata dall’algoritmo ministeriale utile all’inserimento ‘a pettine’; in tutte le altre 99 province, i candidati al ruolo vengono relegati in fondo alle graduatorie. Inoltre, l’amministrazione ha omesso di pubblicare quelle derivanti delle preferenze espresse dei precari, costringendoli a presentare le domande online, senza gli elementi necessari per capire se e dove valeva la pena chiedere l’assunzione con priorità”.