Si ai decreti attuativi, il Jobs Act è completo

venerdì, 04 settembre 2015

Claudio De Vincenti sottosegretario alla presidenza del consiglio ha riferito che il Consiglio dei ministri ha approvato gli ultimi quattro decreti legislativi attuativi sulle semplificazioni, il riordino degli ammortizzatori, la razionalizzazione dell’attività ispettiva e il riordino delle politiche attive.

Giuliano Poletti, ministro del Lavoro,  ha espresso grande soddisfazione per la conclusione della riforma.

 E prosegue: “Abbiamo esteso gli ammortizzatori sociali a 1,4 milioni di lavoratori prima senza copertura, cioè i lavoratori in azienda da 5 a 15 dipendenti. Oggi  abbiamo rimesso al centro il contratto a tempo indeterminato. Centinaia di migliaia di precari hanno un contratto stabile”.

Poletti inoltre spiega che relativamente allo scoglio dei controlli a distanza sui lavoratori, “Siamo intervenuti sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori rispetto alla privacy, colmando un vuoto normativo. Oggi abbiamo una normativa complessiva con al centro due obiettivi: una norma chiara e definita e il rispetto della privacy”.

Rispetto ai testi dello scorso 11 giugno che avevano ottenuto il primo via libera da parte del Consiglio dei Ministri, non ci sono state modifiche sostanziali, è stato fatto un ritocco, per i controlli a distanza, tema particolarmente caro ai sindacati che si erano detti preoccupati per il possibile abuso» nei riguardi dei lavoratori.

La modifica riguarda gli impianti di sorveglianza: nel testo si sottolinea che non possono essere installati solo per il controllo sui lavoratori.

Nel testo dell’11 giugno, si prevede che le aziende possano controllare computer, tablet e telefonini, così come i badge dei lavoratori senza che la necessità di un accordo sindacale.

Per il controllo quindi da poter svolgere sugli strumenti di lavoro messi a disposizione dalle imprese e su quelli per la registrazione degli accessi e delle presenze, basterà informare i lavoratori e rispettarne la privacy.

Le informazioni raccolte potranno quindi essere utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro, e di conseguenza potenzialmente anche a fini disciplinari.