Sinodo: iniziati i lavoro, la famiglia al centro del dibattito

lunedì, 05 ottobre 2015

 Alle 9 di questa mattina sono iniziati i lavori del Sinodo. Il Papa insieme a cardinali, vescovi e sarcerdoti è riunito in preghiera. L’assise durerà tre settimane e si concluderà il 25 ottobre. Al centro del dibattito la riforma della pastorale della famiglia.

I padri lavoreranno su un capitolo del documento preparatorio ognuna delle tre settimane dell’assemblea, spaziando tra la vocazione, le sfide e la missione della famiglia. Il Papa ha scelto di dare più spazio al lavoro dei piccoli gruppi, i `circuli minores´, che sono aumentati di numero e che vedranno pubblicati i risultati delle loro discussioni. Come l’anno scorso, Bergoglio vuole una discussione aperta, a porte chiuse, per «favorire l’azione dello spirito», ma con libertà per i padri di raccontare poi pubblicamente ciò che credono.

Le tre settimane saranno dedicate una ciascuno ai tre temi sui quali sono attese decisioni sotto forma di “proposte non vincolanti al Papa”: “L’ascolto delle sfide sulla famiglia”, “Il discernimento della vocazione familiare”, “La missione della famiglia oggi”.

Sono 270 i padri sinodali e 18 le coppie di sposi (17 fra gli auditori e una tra gli esperti). Tra i padri, 74 saranno i cardinali, 6 i patriarchi, 175 tra arcivescovi e vescovi (tra cui 6 ausiliari, 3 vicari apostolici e un emerito), 2 i parroci (entrambi italiani) e 13 i religiosi. La provenienza dei padri dai cinque continenti è così ripartita: 54 dall’Africa, 64 dall’America, 36 dall’Asia, 107 dall’Europa e 9 dall’Oceania. Prenderanno parte all’assemblea sinodale altri invitati provenienti da diverse culture e nazioni: 24 esperti o collaboratori del segretario speciale, 51 uditori e uditrici, 14 delegati fraterni.

 Papa Francesco nel discorso d’apertura dell’assemblea sulla famiglia ha detto: “Il Sinodo non è un parlatorio, non è un Senato dove ci si mette d’accordo. E’ un’espressione ecclesiale, è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con gli occhi di Dio”, aggiungendo: “In questo Sinodo ci sia “spirito di solidarietà con franchezza e coraggio”.