Siria: 7 civili uccisi dal raid russo a Idlib.

venerdì, 02 ottobre 2015

Gli aerei russi hanno compiuto nuovi raid su diversi villaggi della provincia di Idlib,  provocando, secondo l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), almeno altre 7 vittime civili.

Il Pentagono sta “valutando” se gli Stati Uniti debbano usare la forza militare per proteggere i ribelli anti-Assad da essi addestrati in Siria se questi vengono bersagliati dai raid della Russia. Lo si apprende da fonti ufficiali dello stesso dipartimento della difesa, anche se finora il ministro, Ash Carter, ha rifiutato di parlarne.

E’ oggettivo il timore che fra Russia e Stati Uniti si inneschi una pericolosa escalation di contatti armati. Del resto nei mesi scorsi dirigenti americani hanno reso noto che i ribelli addestrati in America avrebbero ricevuto appoggio dalle forze aeree nel caso di attacchi da parte delle truppe di Assad o dell’Isis.

Washington nella videoconferenza con Mosca della notte ha insistito perché i raid russi si concentrino solo ed esclusivamente sull’Isis e non sui ribelli opposti al regime di Bashar al Assad, fra i quali ci sono quelli addestrati dagli Usa.

John Kerry, ha ribadito da parte sua: “La cosa importante è che la Russia non indirizzi le sue azioni contro altri che non sia l’Isis. Questo è chiaro e lo abbiamo fatto presente in maniera chiara”.

Il presidente della commissione esteri della Duma, Aleksey Pushkov, ha confermato che i raid aerei russi in Siria dureranno “tre o quattro mesi” e si intensificheranno.

Il presidente francese Francois Hollande, che prima dell’inizio del vertice sull’Ucraina a Parigi questo pomeriggio incontrerà Vladimir Putin per parlare di Siria, non nasconde la sua preoccupazione. Così come giovedì sera aveva fatto la Casa Bianca, descrivendo come “indiscriminati” i raid russi contro le milizie anti Assad e denunciando il “rischio, per la stessa Russia, di essere trascinata ancora più profondamente nel conflitto”.

Hollande ha sottolineato come sia “importante” che Mosca rispetti la sua parola, ovvero quello che ha affermato il ministro degli esteri Sergei Lavrov, secondo cui gli obbiettivi sono gli stessi di quelli della coalizione a guida americana. “I raid devono, indipendentemente da chi li compie, essere mirati contro Daesh e nessun altro gruppo”, ha invece affermato Hollande.