Siria: la Francia ha dato il via ai raid aerei contro Isis

domenica, 27 settembre 2015

L’Eliseo ha condotto  i primi attacchi aerei in Siria contro lo stato islamico, in coordinamento con la coalizione internazionale.

Lo rende noto l’Eliseo con un comunicato: “

“La Francia ha colpito la Siria. Lo abbiamo fatto sulla base delle informazioni raccolte durante le operazioni aeree impegnati per più di due settimane, nel rispetto della nostra autonomia di azione, in coordinamento con i nostri partner della coalizione.

Il nostro Paese conferma il suo impegno risoluto nella lotta contro la minaccia terroristica Daesh. Noi colpiremo ogni volta che la nostra sicurezza nazionale è in gioco.

Ma il caos siriano deve trovare una risposta globale. La popolazione civile deve essere protetto contro ogni forma di violenza, quegli altri gruppi terroristici e Daesh, ma anche contro il bombardamento mortale di Bashar al Assad. Più che mai, l’urgenza è la creazione di una transizione politica, che combina elementi del regime e l’opposizione moderata, ai sensi del comunicato di Ginevra. La Francia è impegnata.Essa opererà attivamente ad esso, con tutti gli attori coinvolti, a sostegno degli sforzi S. de Mistura, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria”.

Oltre che con i raid, la Francia rafforzerà la guerra contro i terroristi anche nel cyberspazio. Ad annunciare il rafforzamento della “lotta digitale”, è stato il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian.

In particolare, si tratta di proteggere i sistemi informatici della difesa ma anche di passare all’offensiva. «Non è più un tabù», dice il ministro, secondo cui «i gruppi armati terroristici che affrontiamo, a partire dall’Isis, investono in modo massiccio nello spazio digitale».

Il ministro ricorda quindi che “la fonte di questa propaganda è stata identificata a Raqqa, in Siria, con dei punti di collegamento che si trovano nei nostri diversi Paesi e che utilizzano le nostre infrastrutture e i nostri operatori internet”.  Di qui la necessità di rispondere in modo appropriato. Ad Abu Dhabi, da cui partono i caccia francesi impegnati in Iraq, e dall’8 settembre in Siria, il Centro di analisi di lotta informatica difensiva (Calid) passa continuamente al setaccio la rete lanciando le allerte.

Il governo francese punterebbe però ad una maggiore unità per il controllo di internet operativa a partire dal 2018 con una squadra di 800 persone. “L’obiettivo è creare un vero e proprio scudo protettivo”, ha detto il ministro. La portaerei Charles-de-Gaulle potrà anch’essa contare su una protezione cyber, dice una fonte ben informata.

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